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Odore di aglio:
le controindicazioni
delle centrali a biogas

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Nella foto una centrale a biogas

VIADANA – Magari ai buongustai non dispiacerà l’odore di aglio e cipolla che penetra attraverso i finestrini delle auto passando dalle parti di Viadana. Per non parlare delle stanze delle case vicine. Un fenomeno che si è manifestato anche domenica all’improvviso attraverso le segnalazioni di diversi utenti all’interno dei noti social network, preceduto da identiche percezioni olfattive nel tratto di strada da Casalmaggiore a San Giovanni in Croce subito dopo la rotonda Sereni.

Chi ama creare sughi saporiti condendoli con la tipica pianta a forma di bulbo si sarà forse guardato attorno alla ricerca di terreni attigui dove esistesse tale tipo di coltivazione. Vedendo però che nei campi attorno spuntavano le solite piantagioni di pomodoro, piuttosto che soia e pannocchie di granoturco, è sorto il dilemma per comprendere da dove potesse giungere quell’acre odore così intenso da far lacrimare gli occhi. E a quel punto sono cominciate le varie supposizione con i tentativi di capire cosa potesse mai scatenare una simile puzza di aglio o cipolla.

Si è venuti così a scoprire che le vari centrali a biomasse agricole, così di moda negli ultimi tempi tanto da aver contagiato parecchi agricoltori attirati dai possibili facili guadagni (peraltro in provincia di Cremona vi è una sorta di record a livello regionale), ad un certo punto della lavorazione potrebbero emanare un odore di questo tipo. Accade, raccontano gli esperti, nel momento di sgasatura dell’impianto allorché verificandosi (come accade in questi giorni d’estate) una temperatura esterna più alta di quella interna del rumine (ossia del materiale utilizzato come “combustibile”), dalle centrali è necessario far uscire gas che possiede questo tipico odore molto acuto e assimilabile a quello dell’aglio usato in cucina.

C’è da aggiungere che le zone da cui provengono le segnalazioni confinano in linea d’aria in maniera significativa con tali impianti. Nei terreni dei Lamari a Casalmaggiore ad esempio sorge una centrale di questo tipo, i cui sentori olfattivi potrebbero benissimo raggiungere la provinciale Asolana per chi la percorre all’altezza della già citata rotonda Sereni. A Viadana invece gli odori sono stati segnalati nel pressi di Villa Santa Maria, un quartiere periferico del paese nelle cui vicinanze spuntano le tipiche cupole di una centrale che lavora sostanze attraverso la fermentazione anaerobica. Nulla di dannoso per la salute, garantiscono gli esperti, ma solo fastidio per le molecole nasali.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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