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Ha sangue casalasco
nuova Madre Generale
delle Canossiane

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Nella foto suor Annamaria Babbini stringe la mano a Papa Francesco

TORRICELLA DEL PIZZO – Annamaria Babbini è la nuova Madre Generale dellle Suore Canossiane. E’ stata “promossa” (lei non userebbe questa espressione) dal ruolo di Vicaria Generale lo scorso 8 maggio, festa della fondatrice dell’Istituto delle Figlie della Carità (le Canossiane, appunto). Si tratta infatti della ricorrenza in cui Santa Maddalena di Canossa fondò la congregazione.

Suor Annamaria è cremonese, anzi di più: l’orgoglio per la sua importante nomina coinvolge tutta la provincia. Questo perché il padre è cremonese, la madre casalasca e lei è nata nel cremasco. E’ figlia infatti di Ernesto Babbini e Norma Raineri. Lui, originario di Ostiano, era segretario comunale (oltre che apprezzato pittore), e per questo si spostava con frequenza; da qui la nascita di Annamaria a Rivolta d’Adda, dove il padre svolgeva in quel periodo (siamo nel novembre del 1945, a guerra appena terminata) le sue funzioni. Poi i genitori si spostarono definitivamente a Grumello Cremonese, dove hanno vissuto anche i fratelli di Annamaria, Alberto (purtroppo venuto a mancare) e Mirella. La madre Norma è invece di Torricella del Pizzo, sorella di Teofilo “Nello”, conosciuto per aver gestito per decenni una macelleria in paese, e di Nella, tra le altre cose nonna del personaggio televisivo Raffaello Tonon.

Dopo la scelta fatta in giovane età di prendere i voti, Annamaria Babbini iniziò la sua formazione a Vimercate. Seguirono un periodo di studi a Roma e in Inghilterra e quindi l’incarico in Argentina, dove è rimasta per ben 35 anni trascorsi ad insegnare nelle scuole e a servire con slancio apostolico. In quel periodo è stata Madre Maestra delle novizie e superiora provinciale per 12 anni. Negli anni più recenti, una nuova missione in Paraguay e quindi gli incarichi di più alto livello nella Congregazione religiosa, prima Vicario Generale e poi, appunto, Madre Generale, vale a dire guida per tutte le Canossiane nel mondo. Nel nuovo incarico suor Annamaria sarà coadiuvata da madre Anne Tan di Singapore (è lei la nuova vicaria generale), madre Elma Escalante delle Filippine e le italiane madre Sandra Maggiolo e madre Maria Marta Baiguera, missionaria in Africa.

La congregazione fondata l’8 maggio del 1808 da Maddalena di Canossa si diffuse rapidamente in Lombardia e Veneto, e la prima casa all’estero fu aperta ad Hong Kong. In breve tempo la congregazione venne approvata da papa Leone XII e recentemente, nel 1988, Giovanni Paolo II proclamò santa la sua fondatrice. Oggi le canossiane sono presenti in vari paesi d’Europa, in gran parte dell’Africa, dell’America e dell’Asia orientale oltre che in Oceania, divise in circa 350 case. La sede generalizia è a Roma. La loro azione si sviluppa soprattutto nei settori catechistico, scolastico e assistenziale. La nomina di Annamaria Babbini a Superiora Generale è stata accolta con entusiasmo dalle sorelle, che non hanno fatto mancare il loro appoggio e le preghiere. Auguri sono giunti da ogni parte, dalla Fondazione Canossiana alle case dagli angoli più remoti dei 35 paesi in cui sono presenti le religiose.

Qualche giorno dopo la promozione a Madre Generale, suor Annamaria ha assistito all’udienza di Papa Francesco in piazza San Pietro ed ha potuto incontrare personalmente papa Bergoglio, il quale ha benedetto tutte le sorelle dell’Istituto guidato dalla suora cremonese. Questo l’inizio del saluto ufficiale pronunciato da Annamaria Babbini il giorno dell’insediamento nella nuova carica.

«Carissime sorelle, siamo all’inizio di un nuovo cammino, che introduce ai prossimi sei anni. Come nel momento dell’accettazione di questo mandato, ripeto il mio “eccomi”, al Signore e a voi, che rappresentate l’Istituto intero. Vi ringrazio per la vostra accoglienza e per la vostra disponibilità a collaborare e a camminare insieme. Il vostro atteggiamento di accettazione, il vostro atteggiamento fraterno, mi è di molto aiuto e mi apre alla speranza. Desidero cominciare il mandato con alcune parole di Papa Francesco, per me molto significative in questo momento, perché rispondono a quanto ho nel cuore. Lui diceva, parlando di certe cariche della Curia Romana: “Non si tratta di una promozione, né di un onore, ma semplicemente di un servizio, che esige di ampliare lo sguardo e allargare il cuore”. Questa capacità di guardare più lontano e amare più universalmente, e con maggiore intensità, si acquista solo seguendo la stessa via del Signore: la via dell’abbassamento e dell’umiltà, prendendo forma di servitore, però facendolo con gioia e con cuore semplice e umile. L’umiltà ci aiuta perché è una virtù essenzialmente relazionale. Benedetto XVI definisce l’umiltà come “virtù dell’unità”».

Vanni Raineri

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