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Mantovani all’Oglio Po:
“Riorganizzare non
è ridimensionare”

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Nella fotogallery alcuni momenti della visita di Mantovani tra l’ospedale Oglio Po e Torricella del Pizzo

VICOMOSCANO/TORRICELLA DEL PIZZO – Il tono alle volte accalorato del comizio, la strenua difesa di Silvio Berlusconi, le critiche al Governo Renzi ma anche le frecciate nemmeno troppo velate al sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni. E soprattutto il tema che più di tutti stava a cuore, quello dell’ospedale Oglio Po. E’ stata una visita densa di contenuti quella del senatore di Forza Italia e attuale assessore alla Sanità (oltre che vice-governatore) della Regione Lombardia Mario Mantovani, divisa in due blocchi: la prima, a sorpresa, sotto forma di blitz presso l’ospedale Oglio Po, dove nessuno si aspettava la visita e dove infatti non era presente il direttore Rosario Canino. La seconda, programmata, all’agriturismo “La Torretta” di Torricella del Pizzo, con cena e breve tour al museo degli strumenti musicali meccanici Amarcord e al museo di storia naturale.

Concetto cardine, la difesa dell’ospedale di Vicomoscano. Una sorta di risposta ai timori del Pd, definiti come “inutile allarmismo” da buona parte del centro-destra. Il sindaco di Bozzolo, e già onorevole, Giuseppe Torchio aveva lanciato il sasso. Mantovani ha risposto a distanza. “Non so dove abbiano letto la parola “declassamento” (questo il termine utilizzato da Torchio per manifestare i suoi timori sul destino dell’ospedale Oglio Po, destinato, secondo il politico di Spineda, a divenire ospedale di comunità, con perdita di servizi fondamentali come il pronto soccorso e alcuni primariati, ndr) ma noi non abbiamo in mente questo. Il Libro Bianco, anzitutto, non deve essere visto come qualcosa di definitivo, ma come un dibattito che si è appena aperto. Noi dovremo tenere conto, nella riorganizzazione, dei risultati che gli ospedali portano in Regione e dei presidi sul territorio”.

A tal proposito sono giunte parole al miele per la struttura di Vicomoscano, che in teoria lasciano ben sperare. “Ho visitato l’ospedale e ho visto la soddisfazione dei degenti: ecco, questa è un’indicazione della quale terremo conto”. Mantovani, al tavolo con i fratelli Fabio e Orlando Ferroni e Andrea Germani per il gruppo forzista locale, con Fabio Bertusi e Mino Jotta del comparto provinciale di Forza Italia, con il consigliere comunale a Crema Antonio Agazzi e con il sindaco di Sospiro Paolo Abruzzi, ha preso la parola al termine di una cena servita dalla famiglia Fadani che gestisce l’agriturismo e dallo chef Silvio Ceresini, che ha visto “impegnati” un centinaio di commensali ai tavoli. “A Casalmaggiore, da quanto sento, pare che l’unico problema sia divenuto l’ospedale” ha attaccato Mantovani “ma io ho trovato una bella famigliarità, forse merita qualche revisione solo il pronto soccorso ma per il resto ci siamo e molti pazienti si sentono a casa. Un riconoscimento per medici e infermieri e per la loro passione, l’orgoglio, il senso di appartenenza, che si nota nella voglia di difendere il presidio, che è poi simbolo della vostra identità e della vostra storia. Voglio tranquillizzare tutti: sono il primo ad avere contrastato i tagli alla Sanità, anche a costo di litigare con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che guarda caso ora fa fatica a salutarmi. Ma non mi interessa, perché la salute è un diritto di tutti e vale più del saluto di un ministro”.

Da qui al “famigerato” Libro Bianco, il passo è stato breve. “Questo documento sta facendo il giro della Regione perché deve dare il via al dibattito: quel che è certo è che la nostra Sanità regionale è di qualità e dà buoni risultati ma dopo vent’anni necessita di un aggiornamento. Per questo è importante il contributo di tutti. E stasera” ha spiegato Mantovani mostrando alcuni appunti consegnati dagli ospiti, tra i quali anche quelli della direttrice dell’Asl locale Bruna Masseroni “ho ricevuto importanti indicazioni, perché è dal confronto sul territorio che possono arrivare le risposte giuste. Ribadisco: state tranquilli, l’Oglio Po non chiude, perché – come ho già detto – nessun ospedale in Lombardia chiuderà fintanto che sarà assessore. E nemmeno lo declasseremo”.

Esaurita la parte più prettamente locale, e dunque interessante, Mantovani ha poi lanciato un’accusa alla magistratura, in riferimento alle ultime indagini sul governatore della Lombardia Roberto Maroni. “Viene inquisito per due consulenze il presidente di una Regione-Stato come la Lombardia, con dieci milioni di abitanti. Consulenze” ha detto Mantovani “che io considero legittime e utili per meglio governare. Mi sembra una forzatura, mi sembra ci voglia maggiore rispetto delle istituzioni e io, essendo da sempre di Forza Italia, ho vissuto davvero gli anni peggiori in tal senso”.

Da qui la difesa di Silvio Berlusconi. “Ha difeso il diritto alla libertà, respingendo una certa sinistra e ora lo abbiamo confinato ai Servizi Sociali, facendolo decadere da senatore, una cosa mai successa. Non siamo riconoscenti”. E a tal proposito ecco la frecciatina (anzi, frecciatona, a Bongiovanni). “Non è riconoscente nemmeno il sindaco di Casalmaggiore: anche se Forza Italia qui non ha entusiasmato è comunque stata decisiva per la vittoria di Bongiovanni, dunque anche i fratelli Ferroni e questi giovani hanno contribuito a cambiare la storia di Casalmaggiore. Il sindaco non dovrebbe dimenticarsi del loro aiuto, come invece si è dimenticato degli assessorati promessi: ma senza coerenza e serietà si perde la fiducia della gente”.

Un attacco in piena regola, peraltro curioso: Bongiovanni è infatti della stessa parte politica di Maroni, difeso poco prima da Mantovani. Restando sul pezzo, l’assessore ha attaccato anche Renzi, auspicando, sin dal locale, un rilancio della politica di centro-destra verso i giovani e gruppi di rinnovamento. “Renzi continua a parlare di riforme ma senza il nostro accordo non ne fa nemmeno una. Parliamo di riforme, ma l’economia come è messa? La gente non mangia con le riforme e il punto è che il nostro debito pubblico è aumentato di 59 miliardi. Significa che noi diamo 80 euro al mese a 10milioni di italiani, ma altri 60milioni si prendono sulle spalle mille euro di debito in più per ogni mese che passa. Soprattutto non si vedono né la ripresa né la diminuzione promessa delle tasse. Non si vive di sole riforme”.

Da segnare anche l’intervento di Orlando Ferroni che, dopo il saluto del coordinatore locale Andrea Germani, ha ribadito che “pur non essendo andate benissimo le elezioni, siamo riusciti ad essere in maggioranza. La stessa cittadinanza mi chiede di stare al fianco di Bongiovanni, per vigilare e poter incidere. Adesso mi occupo di bandi e di deleghe, ma in questi anni studierò per diventare sindaco alla prossima tornata. La delusione per l’esito elettorale è durata solo 24 ore: volevo mollare, ma ora sono qui più forte di prima. Ora facciamo vedere che sappiamo amministrare meglio della sinistra che ci ha preceduto”.

Apprezzata, in chiosa, la battuta di Fabio Ferroni su Silvio Ceresini (“una garanzia già da nome”, in riferimento a Silvio Berlusconi). Ma al di là dello scherzo, naturalmente, il tema della salute e dell’ospedale Oglio Po è rimasto il clou della serata e sarà al centro anche del dibattito che ne scaturirà. Sentito, come giusto che sia, in modo serio.

Giovanni Gardani

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