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Al via la spending
review targata
Bongiovanni

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Nella foto, la prima Giunta-Bongiovanni

CASALMAGGIORE – Una spending review che parte dai minimi dettagli: contrastato in consiglio comunale dalla minoranza, in particolare dal Gruppo Silla, per avere alzato al massimo la Tasi e avere comunque ritoccato verso l’alto l’Imu, il sindaco Filippo Bongiovanni tra i primi atti del suo mandato ha anche messo in pista una ricognizione degli enti ai quali il comune di Casalmaggiore versa una quota associativa annuale. Molto spesso si tratta di cifre irrisorie o comunque non troppo influenti, ma alla fine, come lo stesso primo cittadino ha voluto evidenziare, “era doveroso fare il punto della situazione e, compatibilmente con la verifica dello statuto dei vari enti, capire dove fosse possibile risparmiare”. Ne sono uscite informazioni interessanti e soprattutto un elenco di quote che lo stesso ente amministrativo ha pagato per restare agganciato a varie forme di associazionismo. “Abbiamo prima scelto cosa mantenere e cosa scartare in giunta” ha spiegato Bongiovanni “e soprattutto abbiamo rimesso ordine dato che da troppi anni ormai non veniva stilato un elenco di questo tipo”.

L’obiettivo, come recita la delibera di giunta pubblicata all’albo pretorio dopo l’incontro dello scorso 24 luglio, è la “razionalizzazione delle risorse, recedendo da forme associative non strettamente pertinenti con l’attività istituzionale”. Con quattro elisioni dall’elenco, il comune di Casalmaggiore arriva a risparmiare esattamente 2669,43 euro, cifra forse simbolica ma comunque indicativa. A saltare sono dunque i legami con il Coordinamento provinciale degli Enti Locali per la pace e la cooperazione internazionale (400 euro l’anno), con la Lega Autonomie Locali (1363 euro), con l’Istituto Alcide Cervi per la storia contemporanea (434 euro), con l’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comune e delle Regioni d’Europa (472 euro). Il recesso riguarda anche la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, che non comporta quote associative e dunque risparmi.

Restano invece soldi legami importanti come quelli con Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani (3208 euro l’anno), Ancitel, la rete dei comuni italiani (1462 euro), Rete Bibliotecaria (7632 euro), Reindustria (6mila euro), Gal Oglio Po (2250 euro) e Associazione Strada del Gusto (1500 euro). Da segnalare infine tra le altre cifre minori che continueranno ad essere pagate come quote associative Anusca, Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe (355 euro), Associazione Terre d’Acqua (300), Consorzio Forestale (60), Sistema Turistico Po di Lombardia (500), Centro Fumetto (500), Sies, Sistema Informativo Economico Sociale (600) e Atletica Interflumina (0,10 euro per abitante).

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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