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Accattonaggio vietato,
ordinanza e sanzioni
del sindaco Bongiovanni

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CASALMAGGIORE – Dalle parole ai fatti: da lunedì 15 settembre fino al 30 novembre, comprendendo dunque in pieno i due grandi eventi previsti nell’autunno casalese (la Festa della Zucca e la tradizionale Fiera di San Carlo) l’accattonaggio sarà punito con sanzioni. Un giro di vite che il sindaco Filippo Bongiovanni ha messo a punto assieme alla Consulta per la Sicurezza presieduta dallo stesso primo cittadino e composta dal comandante della polizia locale Silvio Biffi e da Massimo Mori e che, dopo il nulla osta del Prefetto di Cremona, ha poi potuto concretizzare in un documento pubblicato all’albo pretorio nella mattinata di sabato.

L’ordinanza è la numero 140 del 2014 e prende le mosse dal fatto che “in molti casi l’accattonaggio viene effettuato nei confronti delle persone in maniera tale da risultare fastidioso, molesto e petulante”. Non solo, nell’ordinanza si parla esplicitamente di “senso di degrado e velato allarme sociale”, anche per il fatto che questi fenomeni si stanno moltiplicando, spesso e volentieri in luoghi ben definiti e circoscritti, come l’ospedale Oglio Po nel suo piazzale, il Santuario della Fontana e le chiese casalesi in genere, senza dimenticare qualche fenomeno, nemmeno troppo isolato (anzi prevalente durante la fiera), in piazza Garibaldi, pieno centro. Manca, secondo l’ordinanza, anche un senso di sicurezza, proprio a causa di questi fenomeni.

L’accattonaggio inteso come “richiesta di elemosina fatta con qualunque modalità” viene vietato all’ingresso e nelle adiacenze delle strutture ospedaliere, dei luoghi i culto, delle aree cimiteriali, degli esercizi commerciali o pubblici esercizi e nell’area mercato. Non costituiscono accattonaggio, si precisa, “le collette organizzate da istituzioni e associazioni a ciò titolate, mentre le situazioni accertate di indigenza, difficoltà di sostentamento e di emarginazione sociale dovranno essere opportunamente segnalate agli uffici dei Servizi Sociali per porre in essere idonei interventi assistenziali”.

Interessanti le sanzioni, che vanno dai 25 ai 500 euro, prevista dall’articolo 7 bis del decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000, con pagamento in misura ridotta di 50 euro, mentre come sanzione accessoria viene prevista la confisca del denaro che costituisce provento della violazione, ossia dell’accattonaggio. E’ previsto anche un ricorso all’ordinanza stessa, al Tar di Brescia, entro 60 giorni (dunque entro metà novembre), oppure al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni (metà gennaio). Ma si potrà fare ricorso in via gerarchica anche al Prefetto di Cremona entro 30 giorni (metà ottobre). A vigilare saranno forze dell’ordine e polizia locale.

“Questo intende essere un segnale concreto” ha commentato a margine il sindaco Bongiovanni “che va nella direzione di assegnare maggiori strumenti di controllo sul territorio alle forze dell’ordine e alla polizia locale, in attesa di consolidarli nel regolamento di polizia urbana, per garantire più sicurezza a Casalmaggiore. Per un mese e mezzo questa ordinanza avrà dunque carattere d’urgenza poi, dopo il passaggio in consiglio comunale, potrà diventare da temporanea a duratura entrando nello stesso regolamento di polizia”.

Giovanni Gardani

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