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L’esempio di Mattia:
“Così vinco la disabilità
e ora inizio ad allenare”

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Nella foto Mattia Formis assieme alla squadra di Stagno

CASALMAGGIORE – Mattia Formis, da Casalmaggiore, ha sempre avuto nel cuore una grande passione, il calcio. Sin da piccolo, tifosissimo del Milan, è stato proiettato dal papà Aldo, scomparso nel 2010 e già presidente del Milan Club Casalmaggiore, nel tempio di San Siro, quando ancora il Diavolo era il Diavolo, quando Van Basten segnava a raffica, quando Fabio Capello portò i rossoneri in cima all’Europa nella notte di Atene. Mattia Formis, che oggi ha 31 anni, avrebbe voluto giocare a calcio, ma il destino ha deciso che non avrebbe potuto: a causa di un vaccino sbagliato per l’antipolio quando ancora era in fasce, ha subito una disabilità alle gambe, che lo costringe ora a camminare sulle stampelle. Una causa legale andata avanti per parecchio tempo con l’ospedale, poi vinta dalla famiglia Formis per un maxi-risarcimento deciso a distanza di anni.

Ma non è questa la storia che vogliamo raccontarvi, perché oggi Mattia può sorridere: pochi giorni fa infatti ha ricevuto via telefono la notizia che aspettava. “Sono stato accreditato per il prossimo corso per conseguire il patentino Uefa B da allenatore” spiega Mattia “. Avevo fatto domanda tempo fa a Coverciano e avevo buone speranze. Questi corsi (quello che Mattia frequenterà dovrebbe tenersi a Bagnolo San Vito, ndr) prevedono tre posti liberi, uno per un extracomunitario, uno per una donna, uno per un disabile. Alla fine per me è il primo passo: spero infatti, poco per volta, di scalare le varie abilitazioni e migliorare la mia posizione nell’albo allenatori di Coverciano. Sento di avere tanto da fare al mondo del calcio”.

Un passo indietro: Mattia Formis, non potendo essere protagonista da calciatore, ha scelto di seguire comunque il pallone da allenatore. Due anni fa la prima esperienza con la Cicopieve Allievi, poi dopo un anno sabbatico quest’anno la prima esperienza in un team adulto, la Polisportiva Federica Antonioli di Stagno. Tutto questo sempre accanto al suo mentore, Elis Perdomini, altro Casalasco doc, una vita nei settori giovanili del comprensorio, che spiega dove è nato tutto. “E’ stata una sorta di promessa ad Aldo Formis, mio caro amico, che volevo inserire il figlio nel mondo del calcio. Io ho proposto a Mattia di seguirmi alla Cicopieve e da lì è partito tutto. Mattia è il mio vice, anche se a volte è lui a condurre le danze, se io ho qualche impegno o arrivo un po’ più tardi al campo. Di sicuro sa farsi intendere”.

Una promessa a papà Aldo che giunge a compimento, non a caso a Stagno. Perché Federica Antonioli, alla quale la polisportiva è dedicata, era una ragazza disabile, scomparsa il 1° maggio 2012 e perché in questo club è prevista anche la sezione baskin. Due decisione prese da Moreno Grasselli, presidente del club, che con Mattia ha un contatto quasi quotidiano. Elis e Mattia peraltro lavorano fianco a fianco alla Wittur di Colorno, che fabbrica componenti per ascensori. Anche per questo la simbiosi è perfetta e lo si nota dal campo. L’unica differenza è nel tifo: Elis juventino, Mattia milanista come detto. Ma questo conta poco. In fondo è anche grazie a Elis e alla sua passione, se oggi Mattia, che il 20 settembre si sposerà con Silvia e il 29 affronterà l’esame clou – per ora – della sua carriera, può lanciare il suo messaggio di speranza.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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