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Sabbioneta, presentato
volume su demografia
ebraica locale

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Nella foto il tavolo dei relatori

SABBIONETA – Nel Teatro all’Antica di Sabbioneta, nell’ambito della Giornata Europea della Cultura Ebraica, è stato presentato il volume dal titolo “Il giusto, come palma, fiorirà. Demografia ebraica sabbionetana”, a cura di Ermanno Finzi, con saggi di Marida Brignani, Stefano Patuzzi e Alberto Sarzi Madidini. Secondo volume della collana Qehillà, edita da Di Pellegrini di Mantova con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Sabbioneta, del Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turistiche, della Comunità Ebraica di Mantova, dell’Associazione Man Tovà e dell’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, la monografia racchiude un’analisi storica, condotta tramite materiali notarili inediti, della comunità ebraica sabbionetana nel periodo fra il primo stanziamento quattrocentesco e la sua dissoluzione nella prima metà del XX secolo. Alla presentazione, di fronte ad un pubblico interessato e competente, è intervenuto il sindaco di Sabbioneta Aldo Vincenzi che ha dichiarato che la sua amministrazione ritiene di dover dare la giusta importanza alla tradizione ebraica sabbionetana e quindi ha in programma di prendere iniziative per sviluppare questo filone.

Stefano Patuzzi, presidente della associazione di cultura ebraica Man Tovà e autore del capitolo dedicato alla stamperia ebraica, ritiene che Sabbioneta, grazie alla sua tradizione storica, possa diventare una sorta di laboratorio per capire altre culture e educare al dialogo. La stamperia di Tobia Foà ha una valenza di livello mondiale e Sabbioneta deve riuscire a far leva su questa fama. L’intervento di Marida Brignani è stato incentrato, come il suo capitolo nel libro, sulla Sinagoga, l’edificio che racchiude la storia della comunità. La Brignani ha ripercorso i  secoli di vita del tempio attuale e di quello più antico, costellati anche da difficoltà di ogni genere come un grave incendio nel 1676, il rifacimento completo del 1822, il passaggio di proprietà nel 1914, lo stato di abbandono durato 70 anni, la chiusura per problemi statici del 1984, la rinascita con i restauri del 1994, la chiusura per problemi alle rampe di scale del 2010, il terremoto del 2012.

Alberto Sarzi Madidini, autore del capitolo relativo al cimitero ebraico di Borgofreddo ne ha illustrato storia e caratteristiche grazie alla proiezione di numerose immagini. Madidini ha ripercorso i tre secoli di esistenza del cimitero la cui storia va di pari passo con quella della comunità: dalle dimensioni ridotte del XVIII secolo, agli splendori del XIX secolo, alla decadenza del XX secolo. Oggi, alle inconsuete vicende legate alla lapide di Felice Foà e al film “Felice nel box” girato lo scorso anno , è legata la speranza di raccogliere fondi per il restauro delle vestigia ebraiche sabbionetane.

L’intervento conclusivo è stato dell’autore principale del volume, Ermanno Finzi, che ha illustrato la genesi del libro che rientra all’interno di una collana che si occuperà di tutte le località del territorio Oglio-Po. Zona nella quale si stabilirono numerose comunità ebraiche grazie agli “apripista” costituiti dai banchieri. Finzi ha rimarcato la potenza economica delle famiglie sabbionetane che nell’Ottocento comprarono tutti i principali monumenti storici gonzagheschi, per poi rivenderli. Il volume è acquistabile presso il book-shop dell’Ufficio del Turismo di Sabbioneta.

redazione@oglioponews.it

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