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Il saluto di
don Alberto Franzini
al consiglio comunale

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Nella foto il momento della consegna a don Alberto del piatto ricordo

CASALMAGGIORE – “Se passate da Cremona vi offrirò volentieri un caffè o un aperitivo. Il primo però, perché il secondo me lo pagherete voi”. Termina con un’ultima battuta l’esperienza di monsignor Alberto Franzini a Casalmaggiore, dove è stato parroco dal 1997. Termina mercoledì in sala consiliare con un lungo applauso che tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di minoranza, gli dedicano. E con un dono, che il sindaco Filippo Bongiovanni consegna al sacerdote. “Abbiamo trovato questo piatto in uno dei nostri archivi. E’ stato realizzato in ceramica da alcuni studenti della Diotti: crediamo stia meglio in una casa che in un archivio. E poi reca lo stemma di Casalmaggiore” ha aggiunto il primo cittadino “dunque speriamo possa apprezzarlo e appenderlo accanto al quadro di Francesco Favagrossa, che le è stato donato domenica, per ricordarsi di questa città”.

Proprio Bongiovanni ha aperto la seduta, peraltro caratterizzata dalla prima volta della segretaria Francesca Di Nardo al posto di Luisa Gorini, ricordando le doti di don Alberto. “Ho sentito tante omelie, anche nei miei anni in Provincia, ma nessuna è stata attuale e concreta come quelle di don Alberto, che ha saputo in questi 17 anni stare al passo coi tempi e predicare sempre con riferimenti alla più stringente attualità”. “Don Alberto” ha poi aggiunto il sindaco “è stato anche un grande uomo, capace di darsi da fare per la risistemazione del Duomo, dal palazzo abbaziale alla cupola dopo le scosse per il terremoto, senza mai cedere e stimolando sempre anche la politica. Ha segnato un’epoca, proprio come il suo predecessore don Paolo Antonini“.

Monsignor Franzini, congedandosi, ha spiegato di avere sempre visto nel sindaco un interlocutore privilegiato. “Ne ho conosciuti quattro, da Massimo Araldi a Luciano Toscani a Claudio Silla a Filippo Bongiovanni e con tutti il confronto è stato schietto e sincero. Quando non siamo andati d’accordo è stato per differenze temperamentali, non certo ideologiche, perché quelle stimolano il confronto. E comunque in tutti ho trovato una buona accoglienza. Ho cercato di essere, pur con i miei limiti evidenti, una presenza cristiana e civile e di partecipare alla Civitas con attenzione, al di là dell’appartenenza politica”.

Un saluto sentito è arrivato proprio dall'”avversario”, politicamente parlando, Pierluigi Pasotto, per anni assessore ai Servizi Sociali e ora consigliere di minoranza. “Sono la pecorella fuori dal gregge e lo dico senza ironia. Ma ricordo ancora con piacere lo scambio con don Alberto sulle scuole paritarie: eravamo in conflitto, ma è stato uno scambio sincero, un episodio piacevole, nel quale ho trovato un interlocutore pronto e preparato, che mi ha stimolato al di là della divergenza di opinioni. Non siamo mai stati nemici ma abbiamo trovato modo, quella volta, di dare vita a un contradditorio ideale, più che idologico”.

Anche Giuseppe Cozzini, consigliere comunale e capogruppo di Casalmaggiore al centro, oltre che uomo d’oratorio, ha saluto don Alberto. “Più che un saluto istituzionale, è il saluto ad un amico. Ancora un anno e saresti diventato maggiorenne a Casalmaggiore. Il tuo rammarico era quello di una scarsa partecipazione alla politica, ma vedendo questa sala (mercoledì particolarmente gremita anche di cittadini, ndr) credo tu possa essere un po’ più soddisfatto ora”.

In chiosa anche Carlo Sante Gardani del Listone ha voluto salutare don Alberto. “Sei arrivato che ancora non eri parroco e riparti come monsignore. Ti dico grazie per tutto quello che hai fatto e hai costruito a Casalmaggiore e spero tu possa continuare sempre su questa strada anche a Cremona”.

Giovanni Gardani

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