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Hacker su Fondazione
ma convegno su don
Primo va a gonfie vele

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Nella foto la sala gremita a Bozzolo

BOZZOLO – Nonostante il tentativo di hackeraggio ai danni degli archivi informatici della Fondazione, il convegno su don Primo Mazzolari prosegue a gonfie vele a Bozzolo, anche se indubbiamente colpisce in negativo il fatto che qualcuno possa arrivare a tentare di guastare anni di ricerche solo per un vezzo personale.

Oltre 150 persone mercoledì sera hanno gremito la sala civica di Bozzolo per seguire la conferenza di don Bruno Bignami sugli anni di don Primo Mazzolari a Cicognara (1922-1932) ed il ritorno a Bozzolo (1932 fino alla Guerra). “Cicognara, pur con una fredda accoglienza ed in presenza di povertà e di ben undici osterie, con un consumo di oltre 2.500 ettolitri di vino su una popolazione di 1300 anime” è stato spiegato “diventa per don Primo una palestra di intensa attività personale, di condivisione della vita della gente, con grande rispondenza. Non tarda lo scontro col fascismo. Nell’ottobre del 22 il Comitato segreto d’azione di Viadana gli scrive: “si ricordi Reverendo che non siamo atei, né contrari alla religione!”. Don Mazzolari si scontra col fascismo sul tema dell’educazione: troppi balli, divertimenti e feste esaltano “panem et circenses”. Pur in una situazione economica di forte recessione, con la “quota novanta”, gli scopai di Cicognara danno una settimana di lavoro per sostituire una campana, viene realizzato il nuovo teatro anche con proiezione di film, l’ambulatorio per i poveri. Nel 1927 viene fatta la prima processione del Corpus Domini con 600 uomini dietro il Santissimo e nel 1929 viene realizzato il nuovo altare con il costo di ben 36 mila lire”.

La vicenda di don Primo segna poi un ritorno. “Nel 1932 il rientro a Bozzolo” ha spiegato don Bignami “‎molto sentito e con il compito gravoso di unificare le due parrocchie di Santa Trinità e di San Pietro. A Bozzolo si patisce la fame al punto che, per Natale, giunge un aiuto economico del vescovo al parroco che lo distribuisce alle 350 famiglie indigenti. La vicenda si ripete l’anno successivo. Ogni mese la parrocchia spende mille lire per i poveri e nel Natale del ’33 si preparano 300 pacchi parrocchiali per le famiglie bisognose. Nell’archivio storico diocesano le note di Don Primo, in preparazione delle visite pastorali del1937 e del 1942, parlano chiaro: “La crisi economica ha fatto chiudere ogni industria locale, pochi artigiani, molti emigrati tra cui 80 terrazzieri in Africa Orientale, molti rientri in campagna, con agro ristretto e poco fertile, paese poverissimo e ad alta disoccupazione, case sufficienti ma carenti sul piano igienico. Pur con un partito unico manca l’unità degli animi con contrasti personali al vertice, non graditi al popolo. Anche la relazione per la visita pastorale del 1942 conferma il dato di crescita delle famiglie ‎povere”.

Don Bruno Bignami si è poi soffermato sugli anni 1934-1936 caratterizzati dalla “bonaccia” con il fascismo. Il 25 marzo del 1934 don Primo partecipa alle votazioni plebiscitarie e condivide la guerra in Etiopia ‎ma, nel frattempo, torna sui libri, in particolare segue lo spiritualismo francese, un mondo culturale transalpino in fermento, il subbuglio sulla “crisi della parrocchia” ed inizia a scrivere. I viaggi bresciani gli propiziarono l’amicizia con il libraio Vittorio Gatti e nel 1934 si stampa il primo libro: “La più bella avventura”, seguito dal “Samaritano” dove si riapre il conflitto col fascismo fino alla pubblicazione “I lontani” con l’emergere di  tensioni con la curia e con il regime.

Articolato il dibattito con contributi del prof. Bettoni e di Guido Pelizzoni. Il sindaco Giuseppe Torchio ha espresso la solidarietà degli amici a Don Bruno per le recenti incursioni di hacker che hanno recato gravi danni all’archivio informatico ‎con richieste fasulle di aiuto agli indirizzi postali indicati. La prossima conferenza dedicata a Mazzolari scrittore e uomo di pensiero, tra la guerra, la ricostruzione ‎ed il completamento della sua esperienza a Bozzolo, si terrà mercoledì 29 ottobre alle 21,15 nel salone parrocchiale.

redazione@oglioponews.it

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