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San Leonardo, fondi
della Diocesi per
la casa parrocchiale

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Nella foto, la ex casa parrocchiale di San Leonardo

CASALMAGGIORE – Don Bruno Galetti, presto, non dovrà più fare la spola da Martignana di Po, dove risiede, a Casalmaggiore, dove è collaboratore parrocchiale di San Leonardo e, come il nuovo parroco casalese don Cesare Nisoli ha evidenziato scherzosamente, una sorta di guida spirituale “in pectore” della seconda parrocchia (giuridicamente parlando) cittadina.

Lunedì infatti il consiglio pastorale parrocchiale (ma un ulteriore passaggio avverrà dal consiglio degli affari economici) si incontrerà sotto la guida di don Cesare, che in questo caso specifico ha proseguito il percorso intrapreso da mons. Alberto Franzini, per ratificare di fatto l’accettazione dei fondi che il vescovo di Cremona, monsignor Dante Lafranconi, ha inteso destinare proprio alla sistemazione della ex casa parrocchiale di San Leonardo. Quest’ultima, ormai da un paio di anni, è stata dichiarata inagibile a causa dell’incuria, del tempo e di problemi di stabilità evidenziati dopo l’ultimo terremoto del 2012 e soprattutto dopo la pulizia del tetto dal guano di piccione, che ha paradossalmente aperto nuovi squarci nella copertura.

Come noto, sui fondi dell’8 per mille destinato alla Cei, ogni Diocesi ha la possibilità, su indicazione del vescovo, di indicare quali interventi siano prioritari rispetto ad altri. Di fatto il vescovo consiglia dove indirizzare i fondi, anche se poi spetta al consiglio pastorale un ulteriore passaggio per confermare l’accettazione degli stessi. In particolare, a San Leonardo arriverebbero, anzi arriveranno dopo l’ok atteso per lunedì, circa 65-70mila euro, che dovrebbe consentire, finalmente, di sistemare il tetto della casa parrocchiale. Naturalmente ricordiamo che anche la copertura della chiesa di San Leonardo merita attenzione: per questa, in particolare, è attiva da oltre un anno una raccolta fondi per la quale i parrocchiani hanno versato offerte libere, arrivando a coprire, al momento, la cifra di 18mila euro, importante anche se non ancora sufficiente. In totale l’operazione richiede 100mila euro, comprendendo però anche la ex casa parrocchiale: ora con l’aiuto della Cei e dei fondi dell’8 per mille, un passo forse decisivo è stato compiuto.

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