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Folla per Ayala,
che racconta i mali
della Giustizia a Viadana

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Nella foto due momenti della serata

VIADANA – “Perdonate i dieci minuti di ritardo accademico” si è scusato Giuseppe Ayala rivolgendosi a una signora seduta tra ultime file di un auditorio sorprendentemente gremito a Viadana martedì sera. D’altra parte era comprensibile che anche l’ex magistrato avesse incontrato difficoltà ad alzarsi dal tavolo della locanda Ginnasio dove l’entourage l’aveva accompagnato per la cena.

Ma il pubblico ha atteso l’inizio paziente e numeroso anche se l’ospite era già stato visto e sentito recentemente a Casalmaggiore relazionare sul medesimo argomento. Ad organizzare l’evento Linda Buzzi, presidente della Cooperativa di solidarietà Fiore che ha coinvolto pure don Massimo Sanni, protagonista di un intervento molto sentito e di alta caratura morale, il giudice Giovanni Breveglieri e l’ex vicesindaco Dario Anzola. Tra il pubblico anche l’architetto Biselli, protagonista della recente esibizione di un cartello con rimostranze nei confronti del commissario prefettizio Isabella Alberti per i mancati riscontri alle sue richieste d’appuntamento. Dopo l’introduzione di Anzola, il giudice Breveglieri ha raccontato le vicissitudini recenti contro cui l’esercizio delle sue funzioni è andato a sbattere.

Un discorso chiaro attraverso il quale si è compreso quali e quanti aspetti di tipo sociale abbia potuto affrontare e risolvere col rischio che tutto possa finire a causa dello stop imposto da Roma. Un ragionamento totalmente condiviso da Ayala il quale ha ricordato un ruolo molto simile quando svolgeva le funzioni di pretore. Parlando di giustizia e moralità in Italia l’ex magistrato, che è stato anche parlamentare del centrosinistra, ha citato diversi aspetti negativi, primo tra tutti il vanto degli italiani nell’evadere il fisco. “In America se uno non paga le tasse non viene più invitato a cena perché ritenuto una persona da isolare perché reca danno a tutti gli altri” ha spiega. Giuseppe Ayala col suo fortissimo e simpatico a cento siculo ha puntato il dito anche contro la categoria degli avvocati, i più numerosi al mondo, il cui interesse era quello di fare durare il più a lungo possibile i processi. Senza risparmiare nemmeno i magistrati, e il Consiglio superiore della Magistratura.  Nessun accenno invece alla intricata questione relativa ad una possibile intesa “Stato-mafia” che ha visto recentemente coinvolto il presidente della Repubblica Napolitano, interrogato al Quirinale.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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