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GdP Viadana,
il Ministero “sconfessa”
il Tar e regna il caos

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VIADANA – Un altro fulmine a ciel sereno nella tormentata vicenda del Giudice di Pace di Viadana. Martedì mattina dal Ministero di Grazia e Giustizia di Roma è arrivato un documento in cui si certifica la chiusura definitiva del servizio, per il cui mantenimento si era battuto il sindaco Giorgio Penazzi prima di fare le valigie dopo la sfiducia ricevuta dalle minoranze e parte della sua stessa maggioranza.

A questa iniziativa però non aveva fatto seguito analogo atteggiamento da parte del commissario prefettizio, che aveva respinto il progetto per un problema legato alle spese che il Comune di Viadana non sarebbe in grado di sostenere. A quel punto si sono mossi i diversi sindaci che ruotano attorno a Viadana e i cui cittadini dal giudice Giovanni Breveglieri ricevevono asistenza e consulenze attraverso le periodiche udienze. Ebbene il ricorso dei primi cittadini nei giorni scorsi è stato accolto dal Tar di Brescia ridando speranza all’intero territorio. Tutto questo in attesa della definitiva decisione che verrà presa dal Tribunale amministrativo bresciano in maniera collegiale il prossimo 26 novembre.

Che le Istituzioni italiane pur appartenendo allo stesso settore giuridico non dialoghino tra di loro è ormai risaputo. Ma che un Ministero non faccia riferimento ad un Tar, la cui decisione finale sarà prevalente, è davvero curioso, per usare un eufemismo. Intanto martedì sera all’Auditorium Itc era ospite l’ex magistrato Ayala che ha parlato di giustizia davanti ad un folto pubblico.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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