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“Servono imprenditori,
non sceriffi”: Piccinelli
critica sull’abusivismo

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CASALMAGGIORE – Lo scambio di opinioni sulla questione abusivi non si ferma evidentemente al consiglio comunale, dove mediante un’interpellanza presentata da Pierluigi Pasotto e da Francesco Bini, consiglieri di minoranza, il punto all’ordine del giorno ha tenuto banco anche giovedì.

A intervenire è anche Annamaria Piccinelli, candidata a sostengo di Claudio Silla nelle ultime amministrative, che così spiega il suo punto di vista. “Avendo letto le dichiarazione del presidente dell’Ascom Paolo Regina che diceva “Contrastare l’abusivismo e la contraffazione è il modo migliore per sostenere le imprese del territorio”, sono rimasta colpita dal non vedere in piazza e nelle vie del centro, alla vigilia della fiera, ciò che invece mi sarei aspettata di trovare” scrive Piccinelli “. Qualche giorno dopo, mentre le giostre stavano smontando, ho compiuto un giro più sistematico lungo l’anello della piazza e nel primo tratto delle vie adiacenti: ho guardato le vetrine a una a una, ho guardato dentro, in alcuni casi sono pure entrata e ho avuto conferma dell’impressione iniziale. Il famoso cartello anti-abusivi nato dall’alleanza tra amministrazione comunale e Ascom e consegnato a tutti gli esercenti ha fatto sulla fiera una comparsa a dir poco timida: solo 16 attività lo hanno esposto (compresi quelli che hanno preferito appenderlo all’interno), mentre in 52 esercizi non è stato affisso. Anche considerando qualche svista, penso che la differenza sia netta. Forse che ai commercianti non piaccia la legalità? Non credo proprio. Ben venga che la legge sia fatta rispettare e che gli abusivi di qualunque natura non trovino terreno. Forse tuttavia i commercianti di Casalmaggiore non ritengono che tali abusivi presenti durante i tre giorni della fiera siano la madre dei loro problemi e quindi non hanno sentito in questa misura una decisiva risposta “anti-crisi” come era stata definita in comune la sera della presentazione”.

Insomma i cartelli “dimenticati”, secondo Piccinelli, sono una prova di come il sentimento dei commercianti non fosse così incentrato sul problema degli abusivi. “Il presidente del gruppo casalese Ascom-Confcommercio, Fabrizio Cagna” prosegue Piccinelli “ringraziando il sindaco aveva anche affermato che “la rete di distribuzione legata all’immigrazione produce effetti devastati…e indebolisce il tessuto imprenditoriale…”. Personalmente credo invece che commercianti e anche piccoli imprenditori in veste di fornitori trovino molto più opprimente la rete della Grande Distribuzione Organizzata a cui in passato sono stati dati permessi in misura massiccia senza salvaguardare un giusto equilibrio. Decisamente scoraggiante anche l’attrattiva e la sicurezza del centro storico sempre più assoggettato alle auto che ne hanno fatto una pista, un parcheggio, un “non luogo” al quale gli acquirenti, chissà perché, preferiscono gli effimeri paesini da sogno e senza auto degli outlet.  Ma niente di tutto questo: l’allenza anti-crisi amministrazione comunale-Ascom è esordita individuando il problema fondamentale negli immigrati”.

“Vorrei ricordare” spiega poi Piccinelli “ai componenti di questa “alleanza” le parole, secondo me molto belle, pronunciate qualche giorno fa nella sala del consiglio comunale da un politico a loro vicino, Massimiliano Salini: “Quando vado a trovare imprenditori locali che hanno avuto successo e hanno investito, non penso a ringraziarli, ma penso a come imitarli. Cerco di immedesimarmi in loro e questo mi cambia la giornata, perché la politica deve cercare di intraprendere la stessa identica strada. E’ giusto dire cosa non va bene e alzare la voce, ma è giusto non limitarsi a contenere i danni, per osservare una prospettiva più grande”. Che facciano questo gli amministratori, diventino “imprenditori socio-economici”, costruiscano, investano. Invece si gonfiano di orgoglio per le task force e intanto perdono uno dopo l’altro finanziamenti regionali per oltre centomila euro in tema di sicurezza, cultura e turismo, e non lasciano intravedere alcuna idea davvero innovativa all’orizzonte. Intendiamoci, anche un bel progetto può perdere in gara, ma visto l’approccio generale ai problemi e i paralleli buchi nell’acqua viene da chiedersi: non sarà che allontanare disgraziati, questuanti, “spuntisti” sul mercato, bambini della mensa e abusivi sulla fiera riesca molto più facile che costruire qualcosa?”.

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