Commenta

La quiete prima della
tempesta? Il Po cala,
ma supererà i 7 metri

piena-po_ev

Nella foto la situazione sabato pomeriggio al Lido Po di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE/VIADANA/MARCARIA/CALVATONE – La quiete prima della tempesta, sperando che il tempo permetta al fiume Po di sgonfiarsi a sufficienza, evitando così grossi guai per la piena prevista tra lunedì pomeriggio e martedì mattina. Quel che alcuni uomini di Po, coadiuvati dai pareri tecnici degli stessi addetti dell’Aipo, non possono escludere è una crescita anche di un paio di metri. La previsione tecnica, infatti, dice che il Grande Fiume supererà quasi certamente i 7 metri. Superando quota 7.50 dovrebbero essere chiusi il ponte stradale e pure il ponte ferroviario che collegano all’Emilia Romagna, strutture che nella storia recente sono state interdette al traffico soltanto nel 1994 (il Po misurava 7.84) e nel 2000 (il Po misurava 8.14). “Personalmente” spiega Graziano Lanzetti, uomo di Po ed esperto di piena dunque “spero che il fiume si possa fermare a 7.50 o a 7.60, perché tutti ovviamente scongiuriamo un nuovo 2000. Ma le previsioni non sono buone”.

Perché il Po è tornato a fare paura, nonostante la misura attuale sia in calo e indichi i 5.69 metri? Perché anzitutto il Po sta già aumentando al Ponte della Becca, punto nevralgico di confluenza tra Po e Ticino: almeno 40 centimetri in più nella notte tra sabato e domenica e la crescita sta continuando anche a monte, a causa delle pesanti e abbondanti precipitazioni che hanno martoriato Piemonte e Liguria. In secondo luogo perché a Casalmaggiore la piena passerà più lenta, dato che sull’ansa casalese si crea una sorta di imbuto: il Grande Fiume infatti arriva da una golena (tra Gussola, Torricella del Pizzo e Martignana di Po) larga quasi 5 km ed entra in una zona in cui il suo letto naturale è di 500 metri circa. Nel mentre a Boretto il Po misura 7.09.

A proposito della situazione casalese registriamo la polemica di un cittadino, che si è dovuto sorbire, come tanti, quasi un’ora di coda sul ponte stradale nella giornata di venerdì causa lavori. “Il problema non è la coda in sé, che potrebbe verificarsi anche in caso di incidente. Ma mi domando” spiega il cittadino casalese che lavora a Parma “se sia normale fare lavori sul ponte con il Po in piena, caricandolo di un peso notevole, quello dei mezzi, in molti casi anche camion, in coda. E’ come fare un collaudo con il fiume carico d’acqua. Non ha senso ed è pericoloso”.

Aggiornamenti anche da Viadana: il Po è in calo costante di 5 centimetri l’ora e dalle ore 22 di sabato, su ordine della provincia di Reggio Emilia comunicato alla provincia di Mantova, il ponte che collega Viadana e Boretto è stato riaperto anche al traffico pesante, ripristinando la normale viabilità. Il C.O.C. Centro Operativo Comunale si è riunito alle ore 18 di sabato. La golena chiusa di Banzuolo di Viadana, Arginello Digagnale e Boscone Garagna non è stata allagata. Anche il fiume Oglio è in leggero calo. E’ stato però confermato il divieto di transito in Via Argine Oglio con esclusione dei residenti e dei mezzi di servizio in linea con le disposizioni adottate lungo la strada arginale dei comuni vicini. Tutta la zona degli argini maestri è sorvegliata e presidiata 24 ore su 24 dal personale della Protezione Civile. Sono stati consegnati 300 sacchetti presso i magazzini comunali pronti all’uso. Attualmente non sono stati necessari interventi di coronatura con i sacchetti per il controllo dei fontanazzi.

A Marcaria l’Oglio ha raggiunto quota 4.62, calando dunque di quasi mezzo metro rispetto a giovedì pomeriggio. Anche qui, però, il giorno critico sarà quello di lunedì, dato che le precipitazioni che hanno interessato anche la provincia di Brescia andranno a rigonfiare lo stesso Oglio e anche il Chiese, uno dei principali affluenti della nostra zona. Ad oggi però dalla fase di allarme si è passati a quella dell’allerta, dunque meno grave.

Si respira a Calvatone, ma sempre in attesa del giorno “x” di lunedì: il Delmona, tracimato dal primo argine nella giornata di giovedì, è rientrato nei ranghi, l’Oglio è in calo e, se dovesse abbassarsi di altri 40 centimetri, potrebbe portare alla riapertura del ponte per Acquanegra, che però al momento rimane chiuso al traffico.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti