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Impressionante moria
di pesci a San Matteo:
veleni sversati in acqua?

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Nella foto gli esemplari di pesci morti

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – Impressionante avvelenamento di pesci a San Matteo nel canale che transita sotto le paratie dell’impianto idraulico del Consorzio di Bonifica Navarolo. Il fenomeno ha cominciato a manifestarsi già da alcuni giorni ma solo mercoledì alcuni pescatori hanno avvertito il nostro giornale per segnalare il gravissimo episodio di inquinamento ambientale.

Un disastro che probabilmente non ha precedenti nella storia delle acque del territorio, sia per il numero dei pesci coinvolti sia per il loro peso. Basti pensare che nella massa di carcasse ferme contro le griglie del Consorzio, oltre a gobbi, carpe e altri pesci autoctoni, vi sono decine e decine di siluri la cui stazza, almeno osservando da una certa distanza, appare assai considerevole. Ad aumentare lo sconcerto per una strage del genere vi sono le condizioni dei pesci che affiorano sul pelo dell’acqua col ventre rigonfio, emanando un odore pestilenziale. Una puzza che non si potrebbe sopportare nemmeno un secondo se ci trovassimo nella stagione estiva.

I responsabili del Consorzio Navarolo hanno già preso contatti con una ditta specializzata che nella giornata di giovedì cercherà di recuperare quel cumulo immenso di carcasse maleodoranti provvedendo poi al necessario smaltimento secondo le regole vigenti. Purtroppo non tutti i pesci morti sono stati trattenuti al di qua dell’impianto idrico poiché la forte corrente ne ha trascinato una quantità imprecisata al di là dell’impianto passando nell’Oglio, e di conseguenza nel Po, dato che la confluenza tra i fiumi si verifica a pochissima distanza, in località Torre d’Oglio.

Davanti ad un disastro del genere la gente del posto è rimasta attonita e senza parole anche perché, purtroppo, non vi sono molte probabilità di venire a conoscere i motivi che hanno determinato una moria di questo genere. Escludendo le questioni legate all’asfissia generata dalla scarsità d’acqua tipica del periodo estivo, non rimane altro che pensare ad uno sversamento in acqua di sostanze velenose. Approfittando proprio dalla piena dei fiumi e dei canali qualcuno potrebbe avere scaricato cisterne di liquido inquinante senza pensare a cosa avrebbe potuto provocare. Sotto osservazione in particolare il canale Fossola che arriva a San Matteo, raccogliendo acqua da Pomponesco e dal resto del territorio viadanese, mentre non sembrano coinvolti nella moria né il Ceriola e neppure il Navarolo. Per sapere cosa abbia provocato la morte di così tanti quintali di pesce occorrerebbe fare loro l’autopsia come agli umani.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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