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Devicenzi chiuderà
il suo Giro d’Italia
con la tappa a Cremona

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Nella foto Devicenzi durante una delle tappe del Giro

MARTIGNANA DI PO – Nel suo Giro per l’Italia formativo non poteva certo dimenticarsi della sua Cremona: l’atleta di parathriatlon Andrea Devicenzi, originario del Casalasco e residente a Martignana ha così deciso di allungare leggermente il percorso, o meglio il calendario, della sua grande avventura, per la quale ha pure avuto il coraggio di abbandonare il posto fisso a lavoro. E lo ha fatto per fissare una tappa anche a Cremona, appunto, l’ultima del suo lungo viaggio iniziato da Parma il 30 ottobre scorso: un viaggio che ha toccato tutto lo Stivale, arrivando anche a Napoli, Salerno, Roma, e in altre città splendide come Assisi o Venezia. L’intento non era certo turistico ma didattico e pedagogico. Insegnare ai ragazzi cosa significa essere mental coach e soprattuto dimostrare che i veri limiti, le vere barriere, sono nella testa più che nel fisico.

Andrea Devicenzi a 41 anni ha speso tutto se stesso per un progetto che lo ha portato ad incontrare oltre tremila ragazzi in tutta Italia con lezioni organizzate nelle varie aule magne degli istituti superiori o delle università: ora, anzi giovedì 4 dicembre, Andrea sarà al Liceo Manin di Cremona dove la tappa sarà addirittura doppia. Con due incontri che nel complesso dureranno dalle 10.30 alle 14.

“Inizialmente Cremona non era stata inserita per motivi logistici” spiega Andrea “dato che il percorso toccava realtà che, a livello anche stradale, non erano vicine. Però abbiamo pensato con lo staff, così come già avevamo fatto per Venezia e per Conegliano Veneto, di inserire nuove tappe e dunque di ricordarci anche di Cremona, la mia provincia dove sono nato e cresciuto e dove vivo tuttora”.

A giudicare dalla reazione dei giovani studenti incontrati un po’ ovunque, misurabile per noi che siamo lontani, in particolare dalle foto inserite su Facebook, l’indice di gradimento dell’iniziativa è stato davvero altissimo: Andrea è stato esempio concreto, essendo rimasto amputato a una gamba a 17 anni, di cosa rialzarsi e credere in se stessi, nonostante tutte le difficoltà della vita, sia un dovere, oltre che in qualche caso un piacere.

“E’ stato bellissimo quando la voce si spargeva nelle varie classi degli istituti visitati” racconta Andrea “e molti ragazzi arrivavano in Aula Magna anche se non facevano parte delle sezioni invitate. Qui il buon senso degli insegnanti è stato decisivo, tanto che spesso e volentieri abbiamo organizzato due interventi per dare modo anche a chi si era aggiunto di ascoltare la mia storia. E’ stata un’esperienza davvero unica”.

Sacrificio e soddisfazione: un binomio che Andrea porterà presto nella sua Cremona (dopo la tappa di mercoledì 3 a Modena), dove ha deciso di porre, fuori dal calendario iniziale, il traguardo di una nuova, epica, avventura. Venerdì 5, poi, Andrea sarà a Viadana all’Auditorium Itc per una sorta di resoconto con i ragazzi delle superiori dell’Istituto Sanfelice, per un evento coordinato dal professor Stefano Ventura. Insomma da Parma a Cremona, passando però per quasi tutto lo Stivale e le sue scuole…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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