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Pomodoro da Industria,
novità importanti
per la coesione di filiera

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Nella foto il tavolo dei soci

PODENZANO – Un altro passo in avanti per rendere la filiera del pomodoro da industria del Nord Italia più efficiente e trasparente in un quadro di sostenibilità ambientale, sociale e reddituale. Risponde a queste esigenze l’approvazione da parte dell’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia, del quale fa parte ovviamente che il Consorzio Casalasco del Pomodoro – durante l’assemblea dei soci a Gariga di Podenzano (Piacenza) – delle regole condivise che stabiliscono le tempistiche e le modalità per la contrattazione, le cessioni di materia prima, i conferimenti, le comunicazioni dei dati e le verifiche sul rispetto degli impegni presi fra le parti. “Le regole condivise – ha commentato il presidente dell’OI Pier Luigi Ferrari – sono il frutto di un intenso lavoro che va a definire le modalità dello stare insieme mettendo al centro la coesione dell’intera filiera. Il consolidamento e l’integrazione della filiera sono fondamentali per il mantenimento e il possibile incremento della competitività”.

Ad illustrare i passaggi salienti delle regole condivise è stato il professor Gabriele Canali, consulente dell’Oi Pomodoro da Industria Nord Italia. “Si sono definite – ha spiegato Canali – le modalità di verifica della conformità dei contratti di fornitura del pomodoro al Contratto Quadro d’Area e soprattutto la loro congruità, cioè la coerenza fra quantitativo contrattato e capacità produttiva. Si è introdotto anche un sistema sanzionatorio da applicare in maniera graduale a seconda della gravità dell’irregolarità riscontrata rispetto alle regole condivise. In sostanza si attuerà un monitoraggio costante per tutta la campagna in modo da segnalare, in maniera tempestiva, ai soci della filiera tutti quei comportamenti non rispondenti al rispetto delle regole condivise”.

Durante l’assemblea sono stati presentati anche i dati relativi ai prodotti trasformati per la campagna 2014 nei 29 stabilimenti soci dell’Oi del Nord Italia. L’analisi ha messo in evidenza la tendenza allo spostamento da una trasformazione indirizzata alla produzione di concentrato verso i prodotti a più basso residuo (polpe e passate in primis). Questo fattore, sommato a quello delle basse rese di trasformazione conseguenza del basso residuo del pomodoro, fa emergere un quantitativo di concentrato disponibile praticamente equivalente a quello del 2013, quando si era avuta una forte diminuzione produttiva rispetto all’anno precedente. Il concentrato, il prodotto più direttamente influenzato dalla concorrenza mondiale, non registra pertanto un aumento rispetto ai quantitativi molto bassi dello scorso anno.

Sul piano normativo si è concluso l’iter per il rinnovato riconoscimento dell’Oi, svolto dalla regione Emilia Romagna ai sensi dei contenuti del nuovo regolamento europeo 1308 del 2013 che ha riscritto, in ambito comunitario, le normative relative alle Op e alle Oi e che assegna un importante ruolo alle Oi nell’ambito della nuova Pac. Inoltre è stata accolta la richiesta di adesione all’Oi di un nuovo socio: l’Op Asport. In chiave futura l’impegno principale è legato all’Expo 2015. “Il tema del Made in Italy e del legame della nostra produzione di pomodoro con il territorio – ha dichiarato Ferrari – devono essere al centro dell’impegno dell’Oi in vista dell’Expo, un appuntamento durante il quale anche il pomodoro deve essere protagonista”.

redazione@oglioponews.it

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