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Omicidio Gobbi,
la compagna Alina e
una vita da pendolare

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Nella foto la villetta di Cicognolo dove Gobbi viveva da qualche mese

CASTELDIDONE/CICOGNOLO – Dal paese originario di Casteldidone Giorgio Gobbi la primavera scorsa si era trasferito a Cicognolo in una delle sette villette costruite da un agricoltore, vicino ad una cascina alla periferia del paese. Sulla casa il suo nome non c’è come invece si trova sul campanello della mamma a Casteldidone. L’unica scritta è il nome della compagna Alina Motogna, oltre ad un cartello azzurro che segnala una protezione elettronica ed una “sorveglianza di 24 ore”. Un’avvertenza che appare solo su questa casa e in nessuna delle altre.

Anche la compagna ha voluto seguire probabilmente le delicate fasi dell’autopsia svoltasi martedì per sapere almeno come sia stato ucciso il suo uomo trovato senza vita nel baule della Range Rover. Un delitto atroce scoperto venerdì scorso a Parma nel parcheggio del Centro Torri. Martedì mattina la 28enne Alina ha lasciato la villetta a schiera ed è rimasta assente tutto il giorno. Neanche le sorelle che gestiscono un bar al Boschetto di Cremona l’hanno vista. Come noto, è stato appurato che Gobbi è stato ucciso non con una pistola come pareva all’inizio, ma addirittura con un fucile da caccia. Ma i risultati dell’esame autoptico non hanno ancora rivelato altri particolari.

I vicini di casa a Cicognolo ricordano che Giorgio Gobbi conduceva una vita abbastanza riservata: partiva presto la mattina sia per raggiungere l’Autosalone sulla Castelleonese, di cui era diventato socio, sia per recarsi a Parma. Nella città emiliana, dove poi è stato ritrovato senza vita, svolgeva un importante lavoro di consulenza per una ditta di autotrasporti che aveva in appalto le consegne per una nota ditta alimentare. Tornava a casa per il pranzo e subito dopo ripartiva per il lavoro pomeridiano. Ogni mattina Alina lo sentiva al telefono e quando giovedì non l’ho ha visto tornare a casa si è allarmata, presentandosi ai Carabinieri per la denuncia di scomparsa.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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