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Quattrocase, il giorno
dopo al Presepe vivente
centinaia di visitatori

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Nella fotogallery alcuni scatti dal Presepe vivente del giorno dopo

QUATTROCASE (CASALMAGGIORE) – Per il vasto territorio casalasco-viadanese il Presepio vivente si identifica con Quattrocase, frazione di Casalmaggiore che col tempo ha aggiunto molte abitazioni alle quattro che le hanno dato in origine il nome. Un Presepe che vive grazie soprattutto al recupero di una vecchia cascina, il cui splendido restauro la rende una delle maggiori attrazioni del paese.

Proprio nel vasto cortile e sotto il porticato di questa affascinante dimora, casa Bonardi, è stata ambientata la grande festa della Natività con una settantina di figuranti che nel giorno di Santo Stefano hanno fatto rivivere l’atmosfera di duemila anni addietro. Con costumi realizzati da una sarta specialista nel genere ed altri di recupero, le comparse si muovono sulla scena creando proprio l’ambiente dell’epoca così come ci viene tramandato dalla storia e dalla letteratura sacra. All’ingresso è possibile, oltre che lasciare un’offerta libera per le esigenze della parrocchia, registrarsi con i censori dell’epoca che scrivono su una pergamena il nome del visitatore. Inoltre vengono riproposti antichi mestieri e laboratori di artigianato, attività antiche e in molti caso ormai scomparse. Accompagnati da un sottofondo sonoro costituito dalla recita di attori e figuranti per descrivere la situazione storica del momento, i visitatori passeggiano camminando su un tragitto completamente ricoperto di paglia arrivando sino alla capanna dove incontrano Giuseppe, la Madonna e Gesù Bambino (in questo caso una bambina di sette mesi, come rivelato dal ciuccio rosa stretto nella piccola bocca).

Rispetto allo scorso anno la rappresentazione è stata, per così dire, più teatrale e dialogica: nel 2013, infatti, venivano letti passi di letture sacre per spiegare il significato della Nascita del Signore. Quest’anno, invece, i figuranti hanno dialogato tra loro e recitato, proponendo vere e proprie situazioni diverse della Betlemme dell’anno zero, con riferimenti anche storici legati alla durezza del pretore romano (che si è espresso per tutto il tempo in latino, tradotto da uno dei suoi “galoppini”) e la volontà di rivolta del popolo ebraico. Non mancava poi, come parte fortemente simbolica, il dialogo tra il credulone Isacco, che però per primo ha creduto che quella Nascita fosse diversa da tutte le altre, e l’amico frequentatore di osterie, che lo schernisce e poi deve ricredersi. Senza scordare, a contorno, la presenza di animali da cortile, quali l’asino, le oche, le galline e le capre, che hanno attirato in particolare i visitatori più giovani.

Durante il tragitto le centinaia di visitatori arrivati a più riprese alla cascina Bonardi, hanno potuto incontrare la lavandaia, il fabbro ferraio, lo scalpino con la possibilità di sostare in qualche bettola catturati dal profumo di vin brulè. Questa grande rappresentazione è stata realizzata grazie all’impegno e all’organizzazione dell’Unità Pastorale del territorio, a cui poi le offerte introitate andranno versate per le esigenze della parrocchia, e grazie al Gruppo Emergenti di Quattrocase. L’unico rammarico è che lo spettacolo sia stato effettuato solo nel giorno di Santo Stefano con due unici appuntamenti, il primo alle 16 e il secondo un’ora dopo. Dopo di che, attorno alle 18, tutte le torce e le candele sono state spente, riportando in essere l’atmosfera scontata e banale dei giorni nostri. Va detto che il Presepe vivente del giorno dopo 2014 potrebbe essere stato l’ultimo realizzato in questi spazi, comunque imponenti: per il prossimo Natale (o meglio per il prossimo Santo Stefano) già si parla di allargare il “palcoscenico” e allestire un Presepe vivente ancora più grande. Ma staremo a vedere…

Rosario Pisani-Giovanni Gardani

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