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Scandolara “scalda”
la vecchia e si prepara
al falò di Sant’Antonio

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Nella foto la vecchia pronta per essere bruciata

SCANDOLARA RAVARA – L’atmosfera, a dirla tutta, è abbastanza thrilling, con gli stormi che volano sul vicino laghetto e fanno da isolata colonna sonora. In realtà Scandolara Ravara si prepara a fare festa e rinverdire una tradizione da sempre molto attesa. La vecchia, una sorta di strega con maschera abbastanza inquietante, sarà bruciata sabato sera, alle 20.30, ma nella cascina di Giacomo Pasquali, in via Roma, è ormai tutto pronto da qualche ora per non farsi trovare impreparati.

Il tradizionale falò di Sant’Antonio scalderà, letteralmente, la notte scandolarese, richiamando con ogni probabilità l’attenzione anche di molti vicini di casa del comune casalasco. Un evento legato ovviamente alla civiltà contadina, che la famiglia Pasquali e la locale Pro Loco contribuiscono a tenere viva, ricevendo così i complimenti del sindaco Velleda Rivaroli e di tutti i cittadini del comune. La giornata di sabato sarà lunga e intensa, tanto che il falò sarà soltanto il picco finale, il clou di un percorso che inizierà alle ore 11 con la celebrazione della santa messa presso la chiesetta dedicata a Sant’Antonio, proprio nel giorno del santo.

Alle 12.30 il pranzo presso la trattoria “Il Pavone”, poi il falò che avrà una funzione propiziatoria, riprendendo da vicino le scaramanzie contadine e sarà accompagnato, nel suo ardere fino in cima, fino alla vecchia, dalle canzoni popolari e folcloristiche della Merla, con l’animazione curata dal gruppo “I Giorni cantati” di Calvatone. Un momento da non perdere, con vin brulè, ristoro e tanta sana compagnia. In nome dei riti contadini di una volta che Scandolara Ravara, per Sant’Antonio in particolare, non ha mai dimenticato.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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