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Micolo: “Il crocifisso
l’ho messo io: minoranza
passi pure a un altro livello”

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Nella foto Marco Micolo, presidente del consiglio comunale di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Un’assunzione di responsabilità e un parere su quella che sembra essere diventata, una volta di più, la querelle principale a Casalmaggiore. “Intervengo per fare chiarezza sulla questione del nuovo Crocifisso collocato in Sala Consiliare, che tanto angoscia certa minoranza”. A scrivere è Marco Micolo, presidente del consiglio comunale, che subito aggiunge che “la scelta in ordine alla collocazione del nuovo Crocifisso non è stata operata dal Sindaco, ma da questi demandata al Presidente del Consiglio Comunale, responsabile della Sala Consiliare. Ho deciso di collocare immediatamente il Crocifisso, non ritenendo la questione di rilievo tale da richiedere consultazioni”.

Una rivelazione che di fatto intende “scagionare” il sindaco Filippo Bongiovanni dalle accuse della minoranza di centro-sinistra guidata da Pierluigi Pasotto. “Il motivo della decisione è piuttosto semplice” spiega Micolo “. Constatata la pregevole fattura del nuovo Crocifisso e provatane la collocazione al posto del vecchio, ho ritenuto che il nuovo pezzo giovasse decisamente all’estetica ed al decoro della Sala Consiliare. Pertanto ho ritenuto opportuno procedere con l’installazione definitiva. Nessuna elucubrazione metafisico-religiosa, ma un banale e soggettivo giudizio estetico. D’altro canto un Crocifisso (bruttino) in Sala Consiliare c’è sempre stato, lì, appeso al muro, senza dare fastidio a nessuno, in buona compagnia di due tutt’altro che tascabili dipinti a soggetto religioso”.

Il collegamento polemico (e politico) arriva subito dopo. “Non voglio credere che per chi sproloquia di integralismo, prevaricazione, crociate e patti lateranensi la rappresentatività sia questione di dimensioni. Lascio alla immaginazione di ognuno gli aberranti esiti dell’applicazione di siffatto principio. Il dubbio è quello di essere di fronte all’ennesimo caso di strumentalizzazione di un fatto di per se ordinario, ad opera di certa opposizione intollerante (evidentemente alcune ferite faticano a rimarginarsi) che supplisce con la polemica alla patologica mancanza di idee. Mi auguro sinceramente che, come dichiarato da qualcuno, l’opposizione passi davvero “ad un altro livello” e diventi finalmente un opposizione costruttiva, propositiva ed attenta alle questioni che hanno concreto rilievo per i cittadini. E se davvero taluno ritiene il crocifisso in sala consiliare così inopportuno, può sempre presentare una mozione chiedendo la sua rimozione, invitando così il Consiglio ad esprimersi a tutela delle suscettibili coscienze turbate”.

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