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Poste, tagli in arrivo
Anche Vicomoscano
potrebbe chiudere

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CASALMAGGIORE – Trenta uffici postali in provincia di Cremona sarebbero in procinto di chiudere: non si sa con precisione quali e soprattutto fra quanto tempo, ma una nota uscita dalla segreteria regionale della Cisl lancia l’allarme. Nelle prossime settimane, e quasi certamente entro la seconda settimana di febbraio, proprio il sindacato chiederà spiegazioni ai vertici di Poste Italiane, azienda che pare in procinto (ma il condizionale è d’obbligo) di riorganizzare e ridisegnare strutture e posizione degli uffici postali sul suolo nazionale, con conseguenti tagli e, di conseguenza, chiusure di filiali.

L’elenco dei trenta uffici che sarebbero interessati dalla chiusura non è ancora stato reso noto, anche perché la stessa Cisl cremonese ha ammesso di non averlo ricevuto e che solo in un secondo momento provvederà a richiederlo a Poste Italiane. Tuttavia, viene reso noto che con ogni probabilità, stante la logica dei tagli ma anche quella della copertura “per zona”, Casalmaggiore verrà colpita da questi provvedimenti in particolare sugli uffici postali delle frazioni: circola con insistenza l’idea di chiudere l’ufficio postale di Vicomoscano, che pare essere il principale indiziato.

Come detto, non si hanno ancora certezze, ma la Cisl ha preparato diverse lettere in cui renderà edotti i sindaci dei comuni interessati dal provvedimento, perché possano fare fronte comune con lo stesso sindacato contro questo provvedimento che andrebbe a sguarnire alcuni territori di un servizio considerato essenziale. Ebbene, una di queste lettere dovrebbe giungere nei prossimi giorni anche in comune a Casalmaggiore, sul tavolo del sindaco Filippo Bongiovanni: un passaggio che, oltre a lanciare l’allarme, renderebbe molto più concreto il pericolo paventato.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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