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L’assessore Fava:
“Expo delle Idee?
No, delle banalità”

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Nella foto, Gianni Fava

VIADANA – “Siamo passati dall’Expo delle idee all’Expo delle banalità, forse utile per il premier Matteo Renzi e qualche ministro”. Così l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, il viadanese Gianni Fava, commenta l’iniziativa milanese all’Hangar Bicocca. “Ho scelto di non andare – chiarisce Fava – perché il dibattito che è andato in scena oggi rischia di portarci molto lontano rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati. Se il tutto è una passerella per il premier e qualche ministro, senza che si possa entrare nel merito dei contenuti veri, credo che il mio contributo non serva”.

I problemi del sistema agricolo e agroalimentare, secondo l’assessore lombardo Fava, sono altri. “Rispetto alle migliaia di agricoltori e di addetti alla filiera agroalimentare – spiega – che in questi giorni sono scesi in strada per dimostrare tutta la propria difficoltà rispetto a un’Europa e a un’Italia, che hanno scelto di condannare il Made in Italy agroalimentare a morte certa, la costosa ostentazione di oggi grida vendetta al cospetto di dio”.

“È evidente – prosegue Fava – che agli allevatori che fanno i conti con il latte a 35 centesimi al litro, ai suinicoltori che vendono suinetti sottocosto o ai cerealicoltori che con listini del mais a 15 euro al quintale non pagano il gasolio per innaffiare, una generica risposta come quella contenuta nella Carta di Milano, risulti assolutamente inaccettabile”.

Un documento tanto pomposo quanto vuoto. E l’assessore lo sottolinea con sdegno. “Un confuso richiamo al valore universale dell’accesso al cibo – commenta Fava – senza precisi impegni alla tutela di quei prodotti che garantiscono qualità e sicurezza alimentare, rischia di risultare una risposta anacronistica e priva di significato. Mi sarei aspettato, al contrario, che qualcuno arrivasse a questo appuntamento con proposte concrete, che affrontassero i problemi sul tavolo già da domani”.

Invece, nulla. “Quando ho capito che l’appuntamento all’Hangar Bicocca si sarebbe trasformato in un’ennesima kermesse autocelebrativa, senza nulla di concreto e con idee di una limitatezza disarmante – conclude Fava – ho scelto di impiegare meglio il mio weekend”.

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