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Cavazzini ineleggibile,
a Piadena ora si apre
un vuoto amministrativo

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Nella foto Ivana Cavazzini

PIADENA – E’ giunto l’atteso verdetto da parte del Tribunale di Cremona che ha dichiarato decaduta in quanto ineleggibile il sindaco di Piadena Ivana Cavazzini, che all’epoca della campagna elettorale per le elezioni amministrative era ancora primo cittadino della vicina Drizzona. Come noto, la questione legale era stata aperta dal gruppo di minoranza che fa capo a Luciano Di Cesare, oggi consigliere di minoranza ma candidato sindaco a maggio. L’accusa era rappresentata dai legali Marco Bencivenga e Cristina Pugnoli. La tesi sostenuta dal gruppo di minoranza era l’impossibilità di eleggere Cavazzini, che di fatto non si sarebbe dimessa in tempo come sindaco di Drizzona per poter ricoprire il ruolo di primo cittadino a Piadena: avrebbe dovuto farlo, in base all’articolo 60 del Testo unico sugli enti locali, 29 giorni prima dal giorno delle elezioni 2014. Cavazzini dovrà anche pagare 5.534 euro per spese legali, oltre a un 15% di spese accessorie.

La sentenza era attesa da ormai una decina di giorni ed è arrivata nella tarda mattinata di mercoledì da parte del collegio dei giudici Benedetto Sieff, Sonia Gradi e Maria Marta Cristoni: a questo punto Ivana Cavazzini, difesa dall’avvocato Antonino Rizzo del foro di Cremona, è stata dichiarata decaduta. Resta una grossa incognita, in vista anche del ricorso che Rizzo, per conto di Cavazzini, potrebbe presentare in Corte d’Appello, sul futuro amministrativo di Piadena. Prende piede l’ipotesi di nuove elezioni anticipate, con il vicesindaco Elisa Castelli chiamata ora a reggere la situazione fino alla data che verrà scelta per le stesse elezioni.

Di fatto lo scenario più probabile è quello che Piadena ha già vissuto dopo il luglio 2013, ossia dopo la morte di Bruno Tosatto, con Gianfranco Cavenaghi nominato vicesindaco facente funzioni: resta da capire, guardando oltre, se vi sono i tempi tecnici per evitare il commissariamento prefettizio: dovrebbe trattarsi di 90 giorni e siamo al limite, perché l’election day 2015 cadrà a maggio. Prima ancora e soprattutto occorre conoscere il contenuto del ricorso che l’avvocato Rizzo potrebbe decidere di presentare di concerto con Cavazzini. Non è infatti esclusa la possibilità che lo stesso chieda la sospensiva della sentenza del Tribunale di Cremona.

Un’altra situazione simile a questa, nel comprensorio Oglio Po, riguarda Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo e, all’epoca della campagna elettorale, consigliere comunale uscente del comune di Spineda. A questo punto il precedente rischia di essere pesante anche per l’ex presidente della Provincia di Cremona, eletto a Bozzolo nel maggio 2014, proprio come Cavazzini a Piadena.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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