Politica

Pd, l’attacco di Frijio:
“Fa qualcosa solo se
in campagna elettorale”

Nella foto Giovanni Frijio

VIADANA – Anche la lista “Progresso e Rinnovamento – L’altra Viadana” con Giovanni Frijio in testa interviene sulla questione sollevata dal Partito Democratico viadanese circa il costo eccessivo e lo squilibrio nella concessione degli spazi pubblici del comune mantovano. “Ci fa piacere che finalmente anche il Pd si sia accorto che vi sono delle discriminazioni nella gestione degli spazi pubblici” scrive Frijo “. Vogliamo però ricordare nello specifico, che negli ultimi 3 anni di gestione della cosa pubblica, alle associazioni che utilizzavano locali nel palazzo in via Verdi, non venivano chiesti contributi per le utenze, mentre ad una sola associazione ubicata in altri locali venivano chiesti 500 Euro. Per tre lunghi anni quella associazione ha cercato di far notare che vi era una disparità di trattamento: è stata votata a tale proposito anche una mozione in consiglio comunale, e il sindaco e la giunta della quale faceva parte anche Federici non vedevano nessuna discriminazione”.

Un episodio che Frijio analizza nel dettaglio e che porta ad altre considerazioni. “Nel momento in cui viene chiesto alle associazioni che occupano locali in via Verdi, un contributo complessivo di 500 euro per le utenze – e si tratta di una decina di associazioni – dovrebbero essere pagati circa 50-60 euro ad associazione. E qui scatta l’allarme discriminazione, dunque ha ragione l’ex assessore, è veramente pittoresco. Stesso discorso vale per l’associazione culturale che produce ricerche, pubblicazioni ed informazione su storia, cultura e società del paese: l’amministrazione non solo non l’aiutava, ma chiedeva somme di denaro esagerate per la concessione di locali, che servivano per svolgere una funzione utile per il paese, e in qualche caso anche a sopperire a mancanze di progettualità culturali della giunta. Non era forse il Pd che con la pretesa di voler battere cassa, ha lasciato marcire l’arena piuttosto che darla in gestione alle associazioni che hanno presentato progetti validi?”

“La cultura non paga subito” prosegue Frijio “è un investimento nel e per il futuro. Le associazioni vanno trattate allo stesso modo, stabilendo criteri razionali dell’utilizzo di strutture, risorse umane e finanziarie, pubbliche e private, per il bene comune. Vogliamo sperare che determinate prese di posizioni non siano solo slogan da campagna elettorale. Come la storia delle ordinanze amministrative fatte pervenire ad alcune famiglie di Cicognara, riguardante pavimentazione e/o coperture accessorie. All’epoca le famiglie colpite da quelle ordinanze hanno chiesto spiegazioni ad amministrazione, ufficio tecnico e sindaco, i quali concedevano 90 giorni di tempo per il ripristino ambientale, poiché non era possibile (a loro dire) nessuna modifica, in una zona dichiarata protetta e ad alto rischio idrogeologico. Visto che non vi erano possibilità di sanatoria le famiglie ottemperarono quindi agli obblighi di legge”.

Secondo Frijio proprio la campagna elettorale imminente avrebbe cambiato il modus operandi. “Intendiamo dire che se vi sono oggi i margini per una eventuale sanatoria, c’erano anche nel 2013. Ora in virtù di alcune dichiarazioni ci chiediamo perché all’epoca nessuno di maggioranza e di opposizione avanzò l’ipotesi di sanatoria, mentre lo si fa in campagna elettorale? Mai fidarsi di chi fa promesse in campagna elettorale, di risolvere questioni delle quali non si è interessato quando era in consiglio comunale, di maggioranza o di opposizione, anzi assumeva posizioni politiche contrarie a quelle ventilate oggi allo scopo di raccogliere consensi.  Ma  chi vorrà tornare su una politica seria, senza discriminazioni, aperta, responsabile e democratica, su questo campo ci troverà”.

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