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L’Unione Foedus
ora fa scuola
in Regione Lombardia

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Nella foto, Palazzo Lombardia

SPINEDA – “Porto il mio piccolo contributo”: inizierà così l’intervento di Davide Caleffi, sindaco di Spineda e presidente dell’Unione Foedus, al convegno organizzato per venerdì 27 marzo a Milano da Regione Lombardia e Anci e dedicato agli esempi virtuosi di unioni tra diverse municipalità. Una sorta di tavola rotonda a Palazzo Lombardia a cui dovrebbe accomodarsi anche il presidente nazionale Anci Piero Fassino. Condividere idee, aspettative, problemi e tutto quanto i cambiamenti amministrativi comportano: questo l’obiettivo dell’iniziativa che vedrà un’unione del comprensorio Oglio Po assoluta protagonista. “La nostra scelta – spiega Caleffi prima della partenza per Milano – è stata quella di “anticipare” gli eventi e non di subirli, anche perché di alternative ne avevamo poche. L’Unione Foedus esiste da 13 anni e comprende i Comuni di Rivarolo Mantovano, Rivarolo del Re, Spineda e Casteldidone, 4 comuni che contano in totale circa 7.000 abitanti. In un territorio molto vasto di circa 75 Km quadrati e con un rapporto di 90 abitanti per Km2. La nostra Unione ha la caratteristica di avere tre comuni cremonesi e 1 mantovano, una caratteristica che a volte ci ha penalizzato con gli organi superiori, ma che di fatto ci ha fatto cancellare i confini provinciali, stimolandoci a risolvere di petto i problemi burocratici a cui tante volte nessuno sapeva darci risposte precise e sicure”.

“La nostra idea di Unione – approfondisce Caleffi – è sempre stata quella di mantenere comunque i nostri “campanili” e le “identità” dei nostri paesi, cercando poi di organizzare tutti i servizi sui vari  territori comunali, ampliandoli logicamente e cercando di gestirli come una cosa unica, abbiamo fatto lo sforzo di vedere e ragionare sempre in “unione” e non più come singole realtà, per cui, per parlare nel pratico, il problema di un Comune è diventato il problema dell’Unione, il lavoro del dipendente di un Comune è diventato il lavoro per  tutti i Comuni, e così pure ogni servizio ed ufficio. Per cui mettendo insieme tutti i servizi, da quello finanziario a quello demografico, da quello sociale a quello tecnico, abbiamo creato questa “gestione associata”. Vi confesso – chiosa Caleffi – che questo modo di gestire, ragionare e mettere insieme tutto non è stato facile, specialmente i primi tempi. I problemi non sono mancati, gli scontri e le divergenze di idee, abbiamo insistito facendo incontri su incontri, e piano piano siamo arrivati ad un “equilibrio”, un equilibrio che va continuamente lavorato e mantenuto, ma di cui adesso ne sono orgoglioso”.

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