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Le prime volte
di streaming e Fabio
Chiesa in Consiglio

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Nella foto, il consiglio comunale riunitosi a Casalmaggiore: in piedi, Fabio Chiesa

CASALMAGGIORE – La consueta seduta fiume del Consiglio comunale di Casalmaggiore è iniziata lunedì sera con una novità. Per la prima volta è stata ripresa in streaming. Una piccola telecamera mobile è stata posizionata al centro della sala e ruotava in direzione del microfono acceso. Ci vorrà un po’ di tempo per ingranare, ad esempio non vanno tenuti accesi due microfoni contemporaneamente per consentire la ripresa di chi sta parlando, e spesso il presidente Marco Micolo è intervenuto per avvisare i consiglieri della necessità di spegnerlo. Per non parlare dell’uscita di tutti i cittadini presenti qualora si è deciso di fare il nome di un dipendente nel dibattito. Una difesa della privacy che poi è venuta meno nel corso della seduta quando di nomi ne sono stati fatti parecchi, a spettatori presenti.

Ad inizio seduta, dopo che Micolo ha chiesto particolare attenzione al comportamento dei consiglieri causa streaming, il sindaco Filippo Bongiovanni ha dato atto del senso di responsabilità della minoranza che ha partecipato nonostante il ritardo nella consegna dell’ordine del giorno. Il primo punto vedeva la surroga del dimissionario Matteo Rossi. Come già anticipato, a seguito della rinuncia del primo dei non eletti (Enrica Campanini) il suo posto sui banchi del Listone a fianco di Carlo Sante Gardani è stato preso da Fabio Chiesa. Bongiovanni e Ferroni sono intervenuti per ringraziare Rossi del contributo dato sia come assessore al Bilancio che come consigliere, e un grazie l’ha pronunciato anche Chiesa nel suo breve discorso di insediamento, dicendosi onorato di sostituirlo.

Si è poi passati alla discussione delle mozioni. Sui casi dell’emergenza neve e della rotonda all’altezza del semaforo sull’Asolana abbiamo già riferito a parte, la terza riguardava la paventata chiusura dell’ufficio postale di Vicomoscano, a firma Giuseppe Scaglioni, Stefano Stringhini, Carlo Gardani e Orlando Ferroni. Stringhini ha letto la mozione, che dopo aver ricordato le 600 firme raccolte chiedeva l’impegno dell’Amministrazione comunale per farsi carico dell’istanza. Il sindaco ha ricordato gli incontri coi vertici provinciali delle Poste e la recente sospensione delle chiusure, affermando che il 14 aprile ci sarà un nuovo incontro in Regione. Sia Stringhini che Ruberti si sono detti disposti, piuttosto che chiudere, ad accettare l’apertura alternata negli uffici di Vicomoscano e Casalbellotto (3 giorni a testa). Alla fine tutti favorevoli, con la sola astensione di Pier Francesco Ruberti, che è proprio di Casalbellotto e che ha giustificato la scelta criticando il messaggio passato che il suo paese potesse fare a meno dell’ufficio postale essendo già presente lì una banca. Sembra che nessuno stia considerando che proprio la presenza di una filiale bancaria possa scoraggiare le Poste a chiudere il proprio recapito in quel centro, per evitare il travaso automatico dei conti correnti laddove risulti più comodo soprattutto per gli anziani.

E’ poi seguita la sostituzione di Matteo Rossi con Fabio Chiesa anche nelle Commissioni Bilancio, Affari Istituzionali e Urbanistica, mentre per sostituirlo nella Pro Loco si sono candidati Tascarella e Feroni: quest’ultimo ha avuto la meglio raccogliendo 7 voti.

Al punto 6 la decisione degli amministratori di cedere le quote partecipate del Comune in Autocisa, una discussione avvenuta alla presenza tra il pubblico dell’ex sindaco casalese (nonché membro del cda di Autocisa) Massimo Araldi. Il Comune di Casalmaggiore detiene lo 0,095% delle azioni: sembra poco, ma l’unico comune che ne ha di più è quello di Parma. Le oltre 90mila azioni hanno un valore nominale di 0,50 euro l’una, ma si cercherà di cederle ad un valore quintuplo. Su iniziativa proprio del Comune di Parma si è deciso di procedere alla cessione delle quote, e lo si farà cedendo l’intero pacchetto azionario in mano agli enti pubblici in un’unica soluzione, sotto l’egida della provincia di Massa Carrara. La prima asta si farà indicando un prezzo base di 2,6 euro, qualora non arrivassero offerte si scenderà a 2,34 euro prima di procedere alla trattativa diretta (che in realtà sembra già ben avviata, attorno ad un prezzo comunque superiore ai 2 euro). Il Comune di Casalmaggiore in 11 anni ha riscosso utili per oltre 100mila euro, il che ha portato Ferroni ad ammonire di non “svendere” un capitale che sa dare un utile sconosciuto in altri tipi di investimento. L’introito previsto supera i 200mila euro, e finanzierà l’ampliamento delle scuole di Vicomoscano. Anche Pierluigi Pasotto ha ammonito la maggioranza a non “svendere i gioielli” dopo altri casi recenti, ma alla fine il sì è stato unanime.

Infine sono stati approvati i criteri transitori della nuova Isee (che valuta la situazione economica dei cittadini richiedenti tariffe agevolate) e la convenzione con la Provincia di Cremona per la progettazione della riqualificazione dell’intersezione con le Strade Comunali Via Galluzzi e Strada del Porto e messa in sicurezza della tratta fino alla “Rotatoria del Po”. Un altro intervento in una zona critica per cui, parole di Leoni, si cercherà un dialogo con gli imprenditori per far fronte all’ingente spesa.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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