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Pari opportunità:
“Indignate da questa
amministrazione”

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Nella foto, la giunta comunale di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – “Ci ha fortemente colpito l’adesione dell’assessore alle Politiche Sociali, Gianfranco Salvatore, al movimento ‘Sposati e sii sottomessa’, nel cui manifesto si legge tra l’altro ‘L’uomo deve incarnare la guida. La donna deve riabbracciare il ruolo del servizio’ “. Parole di Annise Grandi, Mirca Papetti, Daniela Borini, Annamaria Piccinelli, Cinzia Soldi, Gloria Barili, Paola Mantovani, sette firmatarie di una lettera che ha nel mirino la gestione delle politiche relative alle pari opportunità dell’amministrazione comunale casalese. La critica parte dalle posizioni prese dall’assessore Salvatore. “Sposati e sii sottomessa – spiegano le sette donne – è una corrente che si raccoglie attorno all’omonima pagina facebook e a un libro dall’integralismo un po’ salottiero, visto che l’autrice è un’affermata giornalista che, lo dice lei, sa a malapena cuocere un uovo, ma intanto il nome di quella pagina, le affermazioni sul ruolo subalterno della donna e gli inviti all’ubbidienza veicolano un modello di inferiorità che speravamo superato anche perché non lontano dal legittimare la violenza di genere”. “E questa subalternità – prosegue la lettera – è uno degli aspetti, il meno pubblicizzato, della “famiglia tradizionale” che sabato pomeriggio le “sentinelle in piedi”, capeggiate dal nostro assessore e con patrocinio del Comune, difenderanno in una manifestazione in piazza Garibaldi”.

Questione di ‘sentinelle’: da quelle ‘in piedi’ a quelle ‘sedute’. “Contemporaneamente in piazza Turati si ritroveranno cittadini che non sono d’accordo con questa visione. A lungo la donna è stata considerata solo come moglie e inferiore al marito e del resto in un mondo fatto di cose come aratri tirati da buoi e alberi da abbattere con la scure, la forza muscolare faceva la differenza. Ma di fronte a un computer cosa me ne faccio della forza muscolare? La tecnologia, dalla fabbrica all’ufficio, alla casa, sta scollando ciò che per millenni è sembrato naturalmente indissolubile: il genere sessuale dal ruolo sessuale”. “E’ nell’esperienza di tutti – precisa la lettera – il fatto che ci sono sempre più bambini di cui conosciamo più il padre che la madre perché è lui a spingerli in carrozzella, a portarli a scuola, ai compleanni, a fare sport, mentre la mamma ha orari di lavoro meno confacenti. Fino a qualche decennio fa tutto ciò era inconcepibile. L’integrità psichica dei bambini oggi non è garantita da una suddivisione di ruoli dati a priori ma da persone che, anche grazie a una società libera da pregiudizi, abbiano trovato il modo più equilibrato per loro di accordare genere, identità e ruolo sessuale”.

“Alla luce di questa partecipazione – conclude la missiva – si spiega perché nel nostro Comune ambiti come le pari opportunità sono di fatto vacanti, fortemente decurtati di fondi nell’ultimo bilancio e, soprattutto, la parte politica è costantemente assente ai tavoli di lavoro provinciali sulle progettualità legate alle violenze sulle donne. Che un’amministrazione aderisca a una manifestazione che, tra le altre cose, ha evidenti agganci con l’idea di subalternità della moglie al marito, crediamo debba far indignare donne e uomini di qualunque schieramento”.

Simone Arrighi

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