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L’arte di Lanfredini
per riscoprire luoghi
storici e paesaggi

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Nella fotogallery, alcune ‘tappe’ della mostra

CASALMAGGIORE/SABBIONETA – Una “mostra diffusa di sculture ambientali che parte da un titolo evocativo”: così l’assessore alla Cultura del comune di Casalmaggiore, Pamela Carena, ha presentato sabato alle ore 16,30 ‘Spaesamenti’ dello scultore sabbionetano di fama internazionale Italo Lanfredini, inaugurando un percorso espositivo che unisce luoghi storici del capoluogo casalasco a suggestioni sabbionetane. Il grande museo che custodisce le opere, a tratti a cielo aperto, è un vasto itinerario di luoghi patrimonio dei comuni capofila della promozione territoriale in ottica Expo. Per raggiungerli, gli Amici di Casalmaggiore hanno messo a disposizione il loro trenino, ripartendo sabato da piazza Garibaldi e arrivando sino al cuore della Piccola Atene.

“E’ una mostra che invita a rallentare, a guardare il paesaggio con occhi nuovi e attenti, senza fretta”: spiega Carena. Le opere di Lanfredini collocate in contesti che acquistano importanza: “Si pensi alla chiesa di San Sebastiano a Casalmaggiore – illustra Marina Travagliati, curatrice della mostra insieme a Marco Orlandi – da riportare al centro dell’attenzione come quella dell’ospedale vecchio. Ma ci sono anche luoghi civili, il municipio e il Museo del Bijou”. L’arte di Lanfredini diventa “riscoperta di luoghi e di atmosfere”, per dirla con Orlandi. “Quel che vorrei dire l’ho espresso attraverso i miei lavori”: chiosa l’artista, non prima di citare il poeta Tonino Guerra: “Bisogna guardare indietro perché è da lì che viene il modo per andare avanti”.

La mostra è stata resa possibile dagli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, delegazione di Casalmaggiore, Viadana e Sabbioneta, con la collaborazione delle parrocchie di Santo Stefano e San Leonardo di Casalmaggiore, di Sabbioneta, oltre alla collaborazione del Museo di Arte Sacra e della Pro Loco sabbionetani, del Museo del Bijou e del Teatro comunale casalese. Partecipano anche studenti del Liceo Classico Romani, guide speciali nel corso di una mostra a disposizione del pubblico sino al 23 settembre.

Simone Arrighi


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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