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Croce Rossa, 2mila
euro per un progetto di
lotta alla ludopatia

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Nella foto un momento della conferenza stampa in comune

CASALMAGGIORE – La Croce Rossa Italiana, il cui comitato di Casalmaggiore il 2 settembre prossimo festeggerà i 100 anni di costituzione, non si occupa soltanto di soccorso e salvataggio di vite umane. Altre cinque infatti sono le aree di intervento che comprendono disastri e terremoti, aree formative, impegno sul volontariato e ricerca fondi, coinvolgimento di giovani e infine il settore prima riservato al comitato femminile oggi trasformato in osservatorio per la raccolta dei veri bisogni del territorio e per interpretarli secondo necessità.

Intanto per passare al concreto la Croce Rossa casalese ha già donato all’Amministrazione comunale la somma di 2mila euro, raccolti durante una delle ultime cene e destinate a fornire un aiuto immediato a quei soggetti di minore età colpiti da disagio. Un gesto, sulla cui sensibilità si è espresso l’assessore ai Servizi Sociali di Casalmaggiore Gianfranco Salvatore che ha ringraziato i referenti della Cri locale Luigi Borghesi e Maria Rosa Concari. Le iniziative a favore dei disagi di una certa fascia sociale continueranno anche per quanto riguarda il grave problema delle ludopatie. Senza sovrapporsi ad istituzioni che già lavorano sul campo, Cri e Amministrazione Comunale stanno preparando un gruppo di volontari – già in 25 hanno aderito – che andranno a costituire un centro di ascolto necessario ad assistere quelle persone che non riescono a staccarsi dal vizio del gioco, portando le proprie famiglie sull’orlo della disperazione.

Purtroppo simili lodevolissime iniziative si scontrano con le stesse leggi dello Stato che per un puro e desolante interesse economico continuano a tenere in vita questi luoghi di dissoluzione economica e psichica. Tutti questi progetti verranno compresi in un piano territoriale tale da coinvolgere l’intero distretto accomunando municipi casalaschi e rapportandosi anche con Sabbioneta, dove già qualcosa su questo pesantissimo e grave problema si sta facendo. L’ideale sarebbe che simili iniziative potessero essere portate avanti proprio sul luogo dove la ludopatia si manifesta senza attendere che il soggetto si presenti spontaneamente nei centri d’ascolto. Ma questo è un tasto delicato perché, è stato detto, potrebbe violare la suscettibilità delle singole persone oltre ad infastidire i titolari di licenza di tutti quei luoghi di disgregazione economica e morale, che oltretutto godono delle autorizzazioni statali.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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