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Anziani col cuore
giovane: la missione
d’aiuto di Calvatone

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Nella foto Bresciani nel magazzino dell’associazione

CALVATONE – Un paese di millequattrocento abitanti che aiuta costantemente un centinaio di famiglie bisognose. Un esempio di grande umanità e generosità che si ripete con cadenza mensile attuato e organizzato da un comitato di anziani il cui presidente si avvia a compiere 80 anni. “Sa da cosa arriva questa forza di volontà?” precisa Gino Bresciani, originario di Marcaria, presidente dell’affiatatissimo gruppo di volontari. “Dal tempo della guerra quando da bambino ho provato la miseria e la fame come tutti e la gente riusciva a mangiare, sì e no, una volta al giorno. Oggi non si può accettare, e così la pensano le parrocchie e tutti gli enti che fanno questo tipo di assistenza, che ci siano ancora famiglie in simili condizioni”.

Con una organizzazione perfetta quelli del Comitato Aurora di Calvatone attendono la chiamata dal deposito della Comunità Europea per recarsi a prelevare scatoloni di prodotti alimentari. Tutto in regola con registro di carico e scarico, timbro e documenti d’identità. “Domani partiamo per Fontevivo (Parma) da dove ritorneremo col nostro Ducato pieno di pasta, olio, riso, latte, pelati ed ogni altro genere di prima necessità. Pensi che siamo in grado di distribuire anche i pannoloni per gli anziani. Tutto quanto portiamo a casa, nell’arco di poche ore viene assegnato alle famiglie (la maggior parte italiane, ndr), molte delle quali rifornite addirittura a domicilio. Chi abita al terzo piano e non riesce a fare le scale, oppure chi vive nelle cascine: andiamo noi, senza problemi. E’ chiaro che ci serve il gasolio per i nostri mezzi anche perché accompagniamo chi ha bisogno alle visite ospedaliere, persino a Milano, se serve”.

Per l’autofinanziamento il comitato Aurora ricorre alle gite in montagna (sempre a prezzi molto economici), alla generosità di persone sensibili e alle tombole giganti, due delle quali si terranno proprio domenica prossima alle 15 presso la Sala Immacolata in vicolo Castello. “Il 29 novembre del 1944 nella stazione di Marcaria, nei pressi della quale abitavo – ricorda ancora Bresciani – un treno carico di munizioni venne bombardato e fatto esplodere. Poteva essere una carneficina, invece nessuno morì. Il crollo dell’intonaco fece scoprire l’affresco di una Madonnina nella chiesa del paese. Anche questo ricordo ha contribuito a rafforzare la mia fede e la voglia di aiutare gli altri, in ogni momento”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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