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Morte di Baracca,
cinque del cantiere
rinviati a giudizio

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Nella foto la scena dell’incidente e Massimo Baracca

CALVATONE – Era il 23 maggio 2013 quando una caduta tragica in una buca che il Consorzio di bonifica Navarolo stava realizzando per opere strutturali nella campagna di Tornata portò alla morte, per soffocamento, di Massimo Baracca, 41 anni di Calvatone, dipendente dello stesso Consorzio. Una vicenda che squarciò il tranquillo pomeriggio delle campagne casalasche e una morte talmente rapida, per quanto atroce, da rendere vano l’intervento dell’elisoccorso.

L’uomo cadde nella buca che con i colleghi stava scavando, perché la terra sul bordo della stessa aveva ceduto, spedendo di fatto il 41enne sotto terra di ben tre metri, con la terra che subito lo aveva ricoperto e gli aveva impedito di respirare. Oggi la vicenda torna in auge perché cinque persone sono state rinviate a giudizio per omicidio colposo. A stabilirlo è stata la Procura di Mantova, dopo un’inchiesta di due anni: ad andare a giudizio sono l’allora presidente del Navarolo, il direttore, il capo area, un impiegato dell’ufficio tecnico e il responsabile del servizio di prevenzione infortuni per i cantieri. Il processo penale partirà dunque nelle prossime settimane.

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