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Consiglio comunale,
dal maxi-crocifisso
al maxi-Mattarella?

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Nella foto il presidente del consiglio Marco Micolo con la foto (in questo caso in formato mini) di Mattarella

CASALMAGGIORE – Torna a riunirsi il consiglio comunale di Casalmaggiore per una seduta, quella di venerdì, che avrà inizio alle ore 20,30. Tre punti all’ordine del giorno saranno collegati alle dimissioni di Carlo Sante Gardani dalla carica di consigliere comunale. La prima riguarda proprio la sua sostituzione tra gli scranni del consesso: il suo posto verrà preso dal terzo candidato non eletto nella lista ‘Il Listone la comunità che dialoga’, ovvero Maurizio Toscani.

Verificate le condizioni di eleggibilità e compatibilità, si procederà poi con la ratifica della sostituzione di Gardani quale membro di varie commissioni: Affari Istituzionali, Urbanistica nonché membro supplente in quella relativa al Bilancio. Dovrà quindi essere nominato un nuovo consigliere di minoranza in rappresentanza dell’amministrazione comunale in seno al consiglio direttivo dell’associazione Atletica Interflumina. Il Consiglio dovrà poi discutere circa l’individuazione degli organi collegiali indispensabili e l’approvazione del piano di zona 2015/2017, con tanto di accordo di programma per l’attuazione dello stesso.

Proprio venerdì mattina sono state consegnate dal gruppo ‘Casalmaggiore la nostra casa’ due mozioni: la prima riguarda la modifica di un verbale, la seconda l’accettazione della gigantografia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che il centrosinistra ha donato al comune ma che ancora non è stata affissa, e che suona come una risposta alla decisione di esporre un maxi crocifisso in sala consiliare, per rimarcare la laicità della struttura che ospita il parlamentino casalese. Inoltre una mozione del Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto il sostegno di ‘Casalmaggiore la nostra casa’ e Listone, mira a porre al centro dell’attenzione le condizioni di abbandono della stazione ferroviaria di Casalmaggiore, sottolineando che gli utenti che sfruttano lo snodo sono quasi 500 e non la metà come indicato da Rfi.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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