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Anci, novità normativa
La minoranza di Bozzolo
insorge: “Salva Torchio”

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Nella foto Malagola e Pasetti, accusatori, e Torchio, l’accusato

BOZZOLO – E’ polemica a Bozzolo ancora una volta per la posizione del sindaco Giuseppe Torchio, dichiarato decaduto dal Tribunale di Cremona ma che ha presentato ricorso e dunque rimane al suo posto in attesa della sentenza d’appello. A fare infuriare la minoranza è però una proposta di emendamento al D.L. Enti territoriali che sarà convertito in legge entro il presente mese di luglio: di fatto Anci intende rendere possibile la candidatura a sindaco anche di chi ha ricoperto cariche amministrative presso altri comuni e non si sia dimesso in tempo utile.

Sara Malagola, portavoce del Gruppo Consigliare “Noi di Bozzolo” e Cedrik Pasetti, capogruppo provinciale della Lega Nord, prendono posizione. Pasetti in particolare sottolinea che “è desolante e deprimente constatare la mancanza di lealtà politica e di rispetto nei confronti della cittadinanza del Partito Democratico e dell’Anci che propongono un emendamento ad personam nel decreto enti territoriali da convertire in sordina entro luglio. Cambiano le leggi a proprio uso e consumo e per i propri interessi”.

In passaggio che più fa infuriare Pasetti, che peraltro era avvocato dell’accusa durante il processo di primo grado assieme ad Anna Lisa Baroni proprio contro Torchio, è il fatto che la legge venga considerata retroattiva al 2014. “Il 2014 è l’anno della elezione di Torchio – ricorda Pasetti, che parla di norma vergognosa – . Mi aspetto un sussulto di legalità e di dignità dal Pd, quel partito che pontifica sul suo alto valore morale di fronte al centrodestra e alla Lega e che si scandalizza quando le norme ad personam le fanno gli altri. Come al solito a loro tutto è permesso”.

“Ora possiamo darci una risposta alla domanda perché il sindaco cremonese, che voleva portare Bozzolo su orizzonti territoriali cremonesi – prosegue  Pasetti – che fin dagli anni passati si è sempre posto come il paladino della riunione territoriale e dei servizi dell’Oglio Po, che si diceva civico ed autonomo amministrativamente e che, per di più, è stato Presidente della provincia di Cremona, abbia totalmente modificato la propria decennale opinione abbracciando le posizioni del Pd, anche contro i territori cremonesi. Una risposta al perché avesse abbandonato la battaglia di un Tibre ferroviario che passasse dall’Oglio Po in luogo di quello che dee passare dal basso mantovano. Il sostegno del Pd in Parlamento per la modifica legislativa permette di cambiare le opinioni di una vita intera”.

Va detto, nel mentre, che la nuova legge, se approvata, non potrebbe “salvare” Ivana Cavazzini, che era nelle stesse condizioni di Torchio a Piadena, ma ha deciso di non ricorrere in appello. In questo modo la sentenza è divenuta esecutiva per Cavazzini e dunque la novità normativa non interesserà la situazione di Piadena. Tornando alla questione Torchio, prosegue Sara Malagola, che attacca pesantemente: “Ma non diceva il Torchio che aveva rassegnato le dimissioni nei termini e che voleva che il Giudice di appello lo riconoscesse? Ecco il perché di tante gite a Roma. E diceva che lo faceva per la città di Bozzolo. Non corrisponde al vero quanto sostenuto da Torchio, l’Anci è intervenuta solo per egli stesso. Blatera di oltre 100 casi (simili al suo, ndr) senza indicarne neanche uno. Il Caso Piadena è definitivamente concluso con il mancato appello del Sindaco dichiarato, come Torchio, ineleggibile. Ma per di più, per sanare situazioni effettivamente in bilico non avrebbe significato la retroattività come invece parta, guarda caso, dalle amministrative 2014”.

“Si cambiano le leggi a proprio uso e consumo e per i propri interessi, ma poi non si capisce – continua Malagola – quali siano gli interessi che portano un sindaco di un paese di un piccolo Comune di Provincia a compiere qualsiasi cosa per tutelare la sua comoda posizione, tra cui anche scomodare le sue amicizie altolocate al fine di raggiungere i propri scopi. Non di certo il suo buon nome, dopo situazioni come queste non può che essere irrimediabilmente compromesso. Passano gli anni ma non cambiano gli attori né i metodi – conclude Malagola – la prima Repubblica allunga ancora le zampe sulla società civile e maschera la sua ambiguità dietro false parole. Ecco perché abbiamo osteggiato e ancora lo faremo con tutte le nostre forze la figura di Torchio nella nostra comunità. Situazioni come queste mettono in forte imbarazzo i nostri concittadini che hanno dato la loro fiducia a qualcuno che usa metodi subdoli per difendere lo scragnone”.

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