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Arix, Coronet porta
debiti. Ma Melegari
rassicura i dipendenti

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Nella foto la sede di Arix e patron Melegari

VIADANA – Non è una crisi, come Silvano Melegari, storico numero uno dell’azienda, ha avuto modo di spiegare, riportando come esempio lo stabilimento polacco di Arix, fiorente proprio perché non si tratta di una brutta piega del mercato. Tuttavia l’azienda viadanese attiva dal 1969 e che oggi ha importanti sedi tra Viadana e Dosolo, oltre che nel Regno Unito, appunto in Polonia e in Cina, sta pagando le difficoltà della tedesca Coronet, che soltanto un anno fa era stata acquisita proprio dal colosso viadanese della famiglia Melegari. Capita insomma che sia una marca targata Germania, la nazione più solida dell’Unione Europea, a mettere in grave difficoltà il marchio italiano (e viadanese), in un paradosso che suona quasi anacronistico e invece è reale.

Tornando ai fatti e lontano dalle considerazioni, il debito attuale ha spinto lo stesso Silvano Melegari a impegnarsi con il Tribunale in una sorta di promessa di presentazione, nel giro di un paio di mesi, di un piano di risanamento del debito che si è venuto a creare. In alternativa, un piano di concordato preventivo con continuità aziendale. Termini sinistri, specie di questi tempi, anche se come detto nel settore delle scope, dunque della pulizia, il mercato è vivo e Arix è, assieme a Vileda, uno dei leader a livello internazionale. Da questo punto di vista commesse e ordini non mancano, infatti.

Va detto tuttavia che il debito, pur non indifferente (si parla di decine di milioni di euro), non avrà conseguenze, come ha spiegato Melegari, sui posti di lavori e sul pagamento degli stipendi, che arrivano regolarmente ai dipendenti. Una rassicurazione che lo stesso numero uno di Arix ha dato anche ai sindacati e direttamente ai lavoratori durante alcuni incontri dei giorni scorsi, quando la novità in arrivo dalla Germania sul fronte Coronet ha creato un po’ di giustificato subbuglio. Il piano industriale dovrà essere presentato a breve, entro due mesi appunto, mentre per quanto concerne l’azienda tedesca acquisita da Arix già si parla di concordato liquidatorio, o in alternativa di cessione dell’immobile o del marchio.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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