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Profughi nigeriani
a Bozzolo: Giunta
sul piede di guerra

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Nella foto, l’arrivo dei profughi a Bozzolo

BOZZOLO – Davvero difficile comprendere quali siano veramente i profughi che scappano dalla guerra e altri che invece lo fanno per fame. Umanamente parlando entrambe le situazioni meritano rispetto e accoglienza, a patto che non diventi per qualcuno oggetto di speculazione e business, come faceva rilevare il consiliere comunale Ludovico Fornasari giunto sul posto durante la pausa pranzo. Giovedì a Bozzolo in via Donatori del Sangue sono arrivati 14 ragazzi nigeriani provenienti da Volta Mantovana dove alcuni di loro erano alloggiati in tenda. A Bozzolo invece hanno trovato ospitalità in una bella villa a due piani tra un autolavaggio e l’ex fabbrica del cioccolato. La struttura è stata presa in affitto dall’organizzazione umanitaria Pobic il cui responsabile si è fatto carico di andarli a prendere a Volta facendo due giri con un furgoncino Renault seguito da un’auto guidata da un collaboratore africano. Peccato che una volta arrivati davanti alla casa il responsabile abbia fatto chiudere il cancello impedendo anche verbalmente ai giornalisti, tranne uno che faceva parte della spedizione, di entrare assieme ai profughi appena giunti. Gli stranieri dopo essersi rifocillati grazie alla disponibilità di una giovane ragazza giunta in Mercedes Slk grigia, si sono affacciati al balcone rispondendo, prima in maniera titubante e poi aprendosi di più, alla classiche domande che ci si pone davanti a queste situazioni. Innanzitutto sono giovani dai 21 ai 25 anni cattolici fuggiti dalla Nigeria a causa dei massacri eseguiti dal movimento di Boko Aram e sono giunti in Italia dopo un viaggio durato otto mesi. Il prezzo del trasferimento, compresa la traversata col barcone è costata loro 2000 euro. C’è chi faceva il muratore, chi l’elettricista e altre professioni che vorrebbero continuare qui nel nostro Paese perché il loro sogno è rimanere in Italia. Qualcuno di loro ha chiesto se c’era la possibilità di fare il bagno nel fiume così come erano abituati nel periodo in cui erano a Volta raggiungendo in quel caso il lago di Garda. Altri invece osservavano dalla finestra il campo di calcio della parrocchia di San Pietro proprio di fronte immaginando di correre dietro ad un pallone. Intanto, mentre dalla casa giungevano rumori di trapano e martello, il sindaco Torchio dal suo ufficio faceva controllare se la struttura della Onlus avesse ottenuto il certificato di agibilità. Sul posto è giunto anche il comandante della stazione carabinieri ammettendo che nemmeno a lui come al sindaco l’arrivo era stato ufficialmente comunicato. Torchio, così come ha fatto il vicesindaco Scognamiglio ha annunciato clamorose iniziative senza escludere quelle di dimisisoni in massa della Giunta per protesta contro questo genere di decisioni prese dall’alto senza alcuna consultazione né coinvolgimento.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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