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Profughi, niente vertice
viadanese. Baruffaldi:
“Priorità all’Oglio Po”

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Nella foto, Giuseppe Baruffaldi ed il municipio di Pomponesco

POMPONESCO – Non è prevista, almeno per il momento, una riunione dei sindaci del viadanese sulla questione profughi così come avvenuta l’altra sera per quelli casalaschi. Se i primi cittadini cremonesi hanno concordato col prefetto la quota di tre immigrati ogni mille abitanti, la questione non sembra interessare Giuseppe Baruffaldi primo cittadino di Pomponesco. Alla domanda su cosa avrebbe deciso di fare se la prefettura mantovana avesse chiesto analoga riunione per dare risposte su alloggi e case a disposizione, Baruffaldi risponde: “Quello che chiede il Prefetto a me non interessa. Adesso la prima emergenza che ci troviamo ad affrontare è quella dell’ospedale Oglio Po, poi verranno i profughi”. Il riferimento di Baruffaldi è relativo alla nota questione della rifroma sanitaria regionale che attraverso continui e sofferti passaggi sta delineando il futuro del servizio sociosanitario territoriale. Con i relativi problemi connessi al nosocomio di Vicomoscano al centro di continui dibattiiti tra la direzione aziendale centrale e gli amministratori locali. I primi a smentire le cassandre che insinuano lo spettro della chiusura, i secondi che, sostenuti da operatori sanitari interni a conoscenza della situazione, controbattono avvertendo che all’ospedale viene tolto a poco a poco l’ossigeno portandolo alla morte per asfissia. Tornado ai profughi Baruffaldi sottolinea che per lui non è un problema di tipo politico come potrebbe essere per il sindaco di Viadana Giuseppe Cavatorta ma semplicemente e onestamente per assoluta assenza di spazi aggiungendo laconicamente: “A meno che li vogliano mettere nel campo sportivo. Li il  posto ci sarebbe”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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