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Cima Bozzolo,
concordato preventivo
per evitare liquidazione

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Nella foto la Cima di Bozzolo

BOZZOLO – Novità per quanto concerne l’azienda Cima di Bozzolo, che intende tornare competitiva sul mercato sistemando però prima la grave crisi occupazionale e il periodo economico particolarmente difficile. La stessa società di riparazioni ferroviarie ha infatti fatto domanda di concordato preventivo in continuità diretta: il titolare Giuseppe Pacchioni, infatti, intende evitare sia di fare passare di mano l’azienda sia di evitare la liquidazione.

Dopo la cassa integrazione straordinaria per 25 dipendenti scaduta ad agosto e il rinnovo della cassa integrazione ordinaria di 31 dipendenti per tre mesi complessivi, mentre i sindacati pensano al contratto di solidarietà per superare il problema degli esuberi. Peraltro la Cima di Bozzolo sta pensando ad un cambio di prospettive sul mercato: fino a qualche anno fa, infatti, il mercato forte riguardava le manutenzioni delle carrozze, ora le commesse negative targate Trenitalia spostano l’investimento e la maggior parte del lavoro sul settore dei treni merci. Da qui la decisione di ricorrere al concordato preventivo in continuità diretta, sperando in tempi migliori, per non fare morire un’azienda con 70 anni di storia. Il concordato preventivo è infatti una procedura concorsuale alla quale il debitore può ricorrere per tentare il risanamento anche attraverso la continuazione dell’attività, mettendo poi il ricavato al servizio della soddisfazione dei crediti, evitando il fallimento.

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