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Trentacinque quintali
pescati di frodo: fermati
due bracconieri

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Nella foto i protagonisti della conferenza stampa

VIADANA – Dal ravennate alla Romania: questo il tragitto che il Fiat Daily fermato dalla Polizia locale di Viadana a Squarzanella l’altro giorno intendeva percorrere con un carico insolito. Sì, perché gli 8 quintali di pesce descritti sulla bolla di accompagnamento alla partenza alla fine sono risultati ben 35. Cosa abbia contribuito a questa specie di biblica moltiplicazione non lo hanno saputo spiegare nemmeno i due autisti stranieri fermati dagli agenti della Polizia locale Emanuele Gallo e Luca Maramotti, ai quali sono andati i complimenti della loro comandante di Viadana Doriana Rossi. I particolari dell’operazione sono stati descritti martedì mattina in Municipio alla presenza del Sindaco Giovanni Cavatorta e del consigliere delegato alla sicurezza Romano Bellini.

Quest’ultimo in particolare ha sottolineato come l’intervento sia frutto della presenza settimanale di una pattuglia fissa di Vigili a San Matteo. Una specie di Ufficio mobile a cui la gente si avvicina anche per fare segnalazioni e avanzare sospetti. Proprio da questo “passa parola” era sorto il sospetto che ci fosse in atto un grosso traffico di bracconaggio ittico poi effettivamente scoperto anche grazie alla perdita di liquido rosso che usciva dal mezzo dentro cui erano ammassate cassette di pesce mescolate a copertoni di pneumatici. Nessuna precauzione igienica né tantomeno celle frigorifere. L’intervento è perfettamente riuscito grazie alla collaborazione dell’agente ittico venatorio di zona Andrea Caleffi e di Andrea Zambelli, responsabile del distretto veterinario di Viadana, da cui è giunta piena collaborazione durante le fasi di verifica e controllo.

Conoscendo il vastissimo fenomeno della pesca di frodo gli addetti al servizio di controllo avevano già drizzato le antenne, ricostruendo in parte il meccanismo che regola questo traffico illegale. In pratica ci sono personaggi, provenienti dall’est ma domiciliati nel viadanese che si dedicano a tale mansione telefonando poi a complici muniti di furgoni avvisandoli che la merce è pronta da trasferire nei Paesi del Nord Est dove il bottino viene rivenduto con guadagni notevoli. Un tragitto che nel caso del furgone rumeno era iniziato a Ravenna con pochi chilogrammi aumentando il carico risalendo man mano il Po e i canali dove abbondano  carpe, lucci perca e i mitici siluri considerati cibo pregiato in quelle località straniere.

I due autisti, che non parlavano italiano, hanno riferito con la traduzione di una signora arrivata nel frattempo che lo scopo del viaggio era quello di recapitare una valigia proprio a quella donna. Invece, tutto il pesce è stato confiscato e inviato come sottoprodotto ad una azienda per la trasformazione in mangime animale. Pesanti sanzioni amministrative sono invece stati comminati ai due autori della “pesca miracolosa”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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