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“Costretti a chiudere”,
ma non è vero: e altri
esercenti protestano…

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BOZZOLO – Il clima natalizio non coinvolge la categoria dei commercianti di Bozzolo, tutti sul piede di guerra. Il problema non è quello delle diminuzioni delle vendite, le tasse da pagare o il consueto tedioso inventario da fare ogni fine anno. La questione stavolta riguarda un concorrente che non rispetterebbe le regole etiche con una strategia di vendita che dà fastidio a molti, al punto che tanti negozianti si sono rivolti all’Amministrazione comunale perché vengano presi provvedimenti.

E in effetti nei giorni scorsi una pattuglia della Polizia locale si è recata presso il punto vendita al centro delle polemiche comminando una pesantissima sanzione amministrativa. Ma che cosa avrebbe fatto di male quel negoziante? Da tempo sopra le vetrine del punto vendita, specializzato in abbigliamento, appare un grosso striscione con la scritta “Costretti a chiudere”. Il messaggio ha ovviamente scatenato la curiosità della gente che si è recata nel negozio attratta dai prezzi effettivamente interessanti. Costi che normalmente vengono applicati in occasione di svendite attuate in particolari situazioni come appunto la chiusura e la cessazione di un’attività. Invece il negozio sotto accusa continua a rimanere aperto. Non solo, all’interno sarebbero stati notati cartelli con la scritta “nuovi arrivi”. Tutto ciò ha irritato gli altri commercianti soprattutto quelli del medesimo settore, che prima hanno discusso tra di loro  decidendo poi di salire le scale del Municipio per manifestare proteste e lamentele. Sino a quando i Vigili si sono portati sul posto elevando come si diceva una sanzione amministrativa di un certo rilievo.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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