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Dalla Regione: “No a burqa e niqab anche in scuole e comuni”

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Un giro di vite sulla sicurezza e soprattutto sul rapporto con l’Islam. Questo ciò che chiede l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, commentando quanto avvenuto giovedì mattina davanti a un Commissariato del diciottesimo arrondissement di Parigi, dove un uomo avrebbe tentato di entrare in un commissariato con una cintura esplosiva, rivelatasi poi finta, e forse un coltello, venendo ucciso dai poliziotti.

“I soldi dedicati all’accoglienza dei richiedenti asilo, devono essere investiti in un fondo per la riapertura dei Cie e l’espulsione di tutti i clandestini presenti in Italia” ha detto Bordonali, chiedendo di estendere il divieto di circolare a volto coperto. “In Italia – ha detto facendo appello al ministro dell’Interno Angelino Alfano – nessuno deve poter circolare a volto coperto. Burqa e niqab devono essere vietati senza eccezioni su tutto il territorio nazionale”. “Nel frattempo – ha concluso Bordonali – invitiamo ufficialmente i sindaci lombardi a far rispettare il divieto di accesso a volto coperto anche negli Uffici comunali e nelle scuole. Si tratta di una questione di sicurezza, ma anche culturale, dalla quale non possiamo più prescindere”.

A questo proposito è intervenuto anche il governatore Roberto Maroni, con messaggi sul suo profilo Facebook. “Dobbiamo combattere questi criminali con grande fermezza e determinazione. nessuna pietà. Tre cose da fare subito: ristabilire i controlli alle frontiere, rimpatriare immediatamente tutti i clandestini e applicare in tutte le regioni il divieto (che io ho introdotto in Lombardia dal primo gennaio) di entrare col volto coperto in ospedali e uffici pubblici”.

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