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Rapina e droga: scambio di accuse Un uomo arrestato

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Nella foto il Tribunale di Cremona

L'avvocato Tabaglio

GUSSOLA/MARTIGNANA DI PO – Una storia dai contorni foschi, terminata con una perquisizione che ha portato al rinvenimento di 60 grammi di cocaina in casa di un cittadino albanese di Gussola e iniziata con una tentata rapina in una tabaccheria di Martignana di Po.
Andiamo con ordine: nella notte tra giovedì e venerdì i carabinieri della compagnia di Casalmaggiore hanno effettuato una perquisizione nella casa di un uomo albanese residente a Gussola dove hanno trovato 60 grammi di cocaina. Processato venerdì mattina a Cremona per direttissima, l’albanese, difeso dall’avvocato Massimo Tabaglio, ha riferito al giudice Francesco Beraglia che in realtà quei 60 grammi gli erano stati consegnati da un amico di origine italiana che gli aveva chiesto di tenerli con sé per un paio d’ore.
Nel mentre si è scoperto che l’uomo italiano si sarebbe reso protagonista di una tentata rapina in una tabaccheria di Martignana di Po, comune confinante con Gussola: la tentata rapina c’è stata, eccome, tanto che il figlio della tabaccaia ha rincorso l’uomo che fuggiva, gli ha rotto il finestrino dell’auto, un’Alfa, e soprattutto ha preso la targa, chiamando successivamente i carabinieri. Il rapinatore ha portato l’auto in riparazione e in officina sono presto arrivati gli uomini dell’Arma, che sono risaliti all’identità dell’italiano: quest’ultimo, però, a questo punto della vicenda, ha spiegato che l’auto l’aveva prestata all’amico albanese, accusandolo in questo modo di essere lui l’autore della tentata rapina. La risposta dell’albanese, però, non si è fatta attendere. L’uomo, infatti, ha preso rimandato al mittente le accuse. E’ stato proprio in seguito alla denuncia dell’italiano che i carabinieri sono arrivati all’abitazione dello straniero, rintracciato al bar prima di perfezionare la perquisizione che ha portato alla scoperta della cocaina e al conseguente arresto.
Una vicenda complessa, con uno scambio di accuse che non facilita le indagini. In ogni caso l’italiano si è smarcato da ogni responsabilità: l’albanese, invece, è stato processato questa mattina per direttissima per la vicenda della droga. Al termine del procedimento, l’uomo, che fa l’operaio in una ditta metalmeccanica di Brescia, è stato liberato. Il giudice gli ha applicato la misura dell’obbligo di firma con la possibilità di andare al lavoro. Per fare chiarezza sull’intera vicenda, l’avvocato Tabaglio ha chiesto i termini a difesa, riuscendo a far aggiornare il processo al prossimo 20 gennaio.

Giovanni Gardani

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