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Crisi idrica,
tavolo in Regione:
"Dati allarmanti"

Gli agricoltori hanno condiviso le preoccupazioni comuni e chiesto di avviare strategie eccezionali per affrontare una stagione che rischia, al momento, di essere più drammatica di quella del 2007.
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Nella foto, l'incontro in Regione alla presenza di Fava e Vezzini

MILANO – La richiesta del presidente della provincia di Cremona, Carlo Vezzini, volta alla convocazione di un tavolo regionale che trattasse la crisi idrica e predisponesse soluzioni condivise con i portatori di interessi, è stata accolta: si è tenuto martedì presso Palazzo Pirelli a Milano un tavolo di confronto, convocato dall’Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo Viviana Beccalossi con gli Assessori regionali all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile Claudia Terzi e all’Agricoltura Giovanni Fava, che ha trattato proprio il tema delle disponibilità idriche in Lombardia. Si è avviato, così, un confronto permanente con i portatori di interessi della Lombardia, al quale prossimamente parteciperanno anche i Consorzi di primo livello. Presente il presidente della Provincia, Carlo Vezzini con il consigliere provinciale Alberto Sisti, insieme ai presidenti delle Province Lombarde, i gestori dei bacini idrici, Arpa Lombardia, Aipo, Urbim, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri della Lombardia.

Nell’avviare i lavori, l’assessore regionale Beccalossi ha precisato come la Regione, rispetto a quanto anche già fatto, abbia voluto così raccogliere le istanze del territorio lombardo e di Cremona per le forti preoccupazioni, non solo del mondo agricolo, collegate alla mancanza di acqua, causa l’assenza di precipitazioni dallo scorso autunno, anticipando così i tempi rispetto alle comuni decisioni da prendere in vista dell’avvio della prossima stagione colturale. Sulla base dei dati presentati da Arpa Lombardia presso il Pirellone, l’annata si prefigura peggiore di quella già drammatica del 2007: relativamente alla riserva idrica, i laghi di Como, Idro, Iseo, Garda registrano, circa, un meno 59,7% rispetto alla media 2006/2014.

Situazione maggiormente critica per lago Maggiore e di Como. A questo si aggiunga la scarsità di neve. Non solo la preoccupante risalita del cuneo salino nel Po da Ponte Lago Scuro richiama rilasci eccezionali per preservare la potabilità dell’acqua in aiuto alla regione Veneto. Occorre intervenire strutturalmente, oltre a misure urgenti e mirate, con opere che prevengano la crisi idrica, anche nel Po, di cui si sta occupando il progetto della possibile bacinizzazione, oltre a predisporre maggiori accumuli negli invasi: questo in sintesi il pensiero dell’assessore Beccalossi. “Il mondo agricolo ed il territorio sono molto preoccupati per quella che è stata la pregressa e sarà la futura stagione colturale, considerata l’attuale scarsità di riserva idrica. Occorrono interventi mirati ed urgenti, accompagnati da priorità calendarizzate anche in relazione alle necessità di programmazione dei prossimi piani di semina; inoltre serve flessibilità nella gestione dei DMV” – ha precisato il presidente Vezzini ribadendo poi i punti del documento elaborato a Cremona per una gestione idrica coordinata con tutti i portatori di interessi.

L’assessore regionale Fava ha chiarito come sia necessario intervenire proprio sul tema del DMV (deflusso minimo vitale), che sia il più possibile flessibile in relazione alle varie necessità e crisi del momento, tema peraltro affrontato anche dall’assessore regionale Terzi, e come prioritarie siano le finalità di utilizzo dell’acqua prima per uso umano, poi immediatamente agricolo e a seguire gli altri, compreso quello turistico. Situazione quindi drammatica in tutti i laghi, contesto complesso e delicato dove lo stesso Consorzio del Ticino che gestisce il Lago Maggiore, presenta un meno 20 cm rispetto allo zero idrometrico, dato assai negativo in quanto la media, in tale periodo, faceva invece registrare, negli anni passati, un più 60-80 cm. Per il Lago d’Iseo il dato più negativo rispetto alla media degli ultimi 50 anni: in definitiva un quadro dalle tinte oscure.

Da un lato i gestori dei laghi confidano quindi nelle prossime piogge, che tuttavia le previsioni meteo, per due settimane, non daranno spazio alla fiducia per assenza di circolazioni che potrebbero portare perturbazioni e, dall’altro, i gestori quali Enel produzione Spa, Edison Spa ed A2A Spa fanno presente come scarsità di neve ed assenza “di una eredità piovosa” extra invaso come nel 2014, pongano qualche preoccupazione in più. Da qui la richiesta di pensare ad una gestione più flessibile del deflusso minimo vitale, di innalzare temporaneamente le attuali capacità di invaso e di attuare sinergie territoriali, anche extra confine con la Svizzera, rivedendo gli accordi risalenti a decenni or sono, come ha ribadito il rappresentante di Urbim Lombardia. I rappresentanti delle O.P agricole hanno condiviso le preoccupazioni comuni e chiesto di avviare strategie “eccezionali” per affrontare una stagione che rischia, al momento, di essere più drammatica di quella del 2007; il presidente di Confagricoltura, Lasagna, ha peraltro fatto presente come il mondo agricolo abbia fatto la sua parte, razionalizzando l’uso di acqua attraverso strutture tecnologiche rispetto ad alcune colture, ma qui è a rischio non solo l’agricoltura, ma l’agroalimentare e l’ambiente. Tavolo quindi riconvocato già il prossimo 24 febbraio ore 14,30 a Palazzo Pirelli per fare il punto della situazione e, se il meteo non muterà, avviare strategie eccezionali con interventi ad hoc.

redazione@oglioponews.it

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