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Pioneer, dopo le polemiche
il progetto salta? Intanto
continuano le frizioni

Un progetto richiesto dalla scuola, come il sindaco Filippo Bongiovanni ha spiegato per smorzare le polemiche, e che ora la stessa scuola, investita dalle polemiche, potrebbe decidere di stoppare prematuramente.
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Nella foto la scuola Marconi

CASALMAGGIORE – L’ultima polemica, che da educativa è divenuta ben presto politica, si arricchisce di nuovi particolari: parliamo naturalmente del progetto Pioneer, finanziato con 8.600 euro dal comune di Casalmaggiore e dedicato agli studenti di quarta e quinta della scuola elementare Marconi. Un progetto osteggiato, e dunque una scelta amministrativa criticata, dalle minoranze del consiglio comunale casalese, Casalmaggiore la Nostra Casa e il Listone, e dal Movimento 5 Stelle, da un lato per la spesa ritenuta eccessiva (tenendo conto che presso la scuola elementare vi sono problemi considerati più urgenti) e dall’altro invece perché Pioneer, dedicato al tema delicato di sessualità e affettività, ruota attorno alla figura di Marco Scicchitano, psicoterapeuta sostenitore delle Sentinelle in Piedi e collaboratore dell’autrice di “Sposati e sii sottomessa”, che in passato avrebbe auspicato pure il ritorno a una scuola separata tra maschi e femmine.

Sin qui, il già noto: le ultime novità, che per il momento non hanno ancora l’avvallo ufficiale, parlano della possibilità sempre più forte di ritirare il progetto, che nel mentre però è già partito. Un progetto richiesto dalla scuola, come il sindaco Filippo Bongiovanni ha spiegato provando a smorzare le polemiche, e che ora la stessa scuola, investita dalle polemiche, potrebbe decidere di stoppare prematuramente. Al momento, come detto, non vi è un verbale o un documento ufficiale, ma qualcosa inizia a trapelare dai genitori dei ragazzi che frequentano la “Marconi”. “Il primo incontro è andato bene – ha spiegato qualche genitore – e i ragazzi sono rimasti contenti”, ma al di là di questo il tema è sulla bocca di tutti e con insistenza si riferisce la possibilità di arrivare alla decisione drastica sopra riportata. Il comune, in tal senso, attende per ora lumi dalla scuola.

Emerge peraltro un altro dettaglio, non di poco conto: Rino Berardi, che alla fine del 2015 è stato il più votato durante le elezioni per il rinnovo del consiglio d’istituto sulla quota riservata ai genitori, si è dimesso anche perché in contrasto col progetto Pioneer. “Non ero d’accordo – spiega Berardi, peraltro presidente della Croce Rossa locale (anche se questo ruolo ovviamente non ha nulla a che vedere con il “mestiere” di genitore per il quale è stato eletto, ndr) – perché non conoscendo il progetto mi è stato chiesto di approvarlo comunque, e peraltro con molta frenesia. Non mi è sembrato un modo democratico di lavorare da parte di altri genitori e quindi ho preferito farmi da parte. Ho notato proprio molta fretta nel voler approvare questo documento, che io manco avevo approfondito, probabilmente solo per ottenere il finanziamento del comune. Peraltro, abbiamo tanti bravi psicoterapeuti nel nostro territorio: non capisco perché andarne a chiamare uno da fuori, per quanto possa essere preparato”.

Terzo aspetto, sollevato da qualche genitore e collegato in questo caso indirettamente al progetto Pioneer, sta nel fatto che presso la scuola Marconi vi sarebbero, appunto, altre priorità e dunque altri investimenti da portare avanti da parte del comune: tra questi la sistemazione del pavimento sconnesso all’ingresso, e non solo. Interventi che, come evidenziano i detrattori del progetto Pioneer, con 8.600 euro potrebbero tranquillamente essere coperti.

Giovanni Gardani

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