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Schiarite dalla Prefettura:
alla Composad (assente
al tavolo) sospeso lo sciopero

Per quanto riguarda la minacciata chiusura dello stabilimento annunciata dal presidente Alessandro Saviola due giorni fa, Stefano Re dei Cobas spiega quanto sia dura ottenere l'ok per la Cassa Integrazione per 185 operai.
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Nella foto la protesta quando giunse in piazza a Viadana

VIADANA/MANTOVA – La notizia più importante arrivata giovedì sera da Mantova è certamente quella che venerdì alle ore 13 i lavoratori della Cooperativa Facchini sospenderanno lo sciopero nei confronti della Composad, l’azienda di mobilettii in kit del Gruppo Saviola. Quella invece meno allettante è che all’incontro istituzionale sostenuto dalla Provincia e Prefettura di Mantova mancassero proprio i soggetti verso cui la protesta sta andando avanti da giorni e cioè la Composad e la Facchini. Che tavolo di confronto possa essere stato quando mancava proprio chi doveva confrontarsi è facile da immaginare.

Tuttavia il Prefetto Carla Cincarilli e la vicepresidente provinciale Francesca Zaltieri hanno confermato la loro ampia disponibilità nel continuare a garantire ascolto ai dipendenti qualora l’accordo  faticasse ad arrivare. “Questo ci ha fatto piacere” ha sottolineato il portavoce di Adl Cobas Stefano Re appena uscito, esausto, dalla Prefettura dopo tre ore di dialogo ed esposizione dei fatti, “in quanto abbiamo avvertito una certa tutela da parte delle Istituzioni. Ad ogni modo quello che stiamo ancora attendendo sono le risposte ai principali quesiti che concernono la continuità occupazionale alle condizioni del contratto collettivo nazionale, oltre a tutte le altre questioni già ampiamente divulgate in precedenza. Ora non resta che attendere il confronto tra la Lega Coop e Cooperativa Facchini in programma per la giornata odierna (venerdì, ndr).

Per quanto riguarda la minacciata chiusura dello stabilimento annunciata dal presidente Alessandro Saviola due giorni fa, il sindacalista dei Cobas spiega quanto non sia semplice ottenere dall’Inps il parere favorevole per mettere in Cassa Integrazione a zero ore 185 operai. “Soprattutto quando si dimostra che l’azienda non è in crisi e continua la produzione come garantirà il rientro nostro in fabbrica da oggi pomeriggio” conclude Stefano Re.

Rosario Pisani

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