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Pomì Volley, l'importanza
del secondo posto nella
nuova formula playoff

Cambia il regolamento: avere la possibilità di giocare in casa due gare su tre in semifinale può risultare un fattore davvero decisivo e solo il secondo posto (oltre ovviamente al primo) garantisce questo vantaggio.
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Foto Francesco Sessa

CASALMAGGIORE – Non cambierà tutto, ma qualcosa sì. Ed è un qualcosa che merita una riflessione e un approfondimento: meglio farlo ora, a bocce ferme, con il campionato che, così equilibrato e con il solo Conegliano che pare essere andato in fuga, deve ancora chiarire posizioni e decretare dunque la griglia playoff. Anche se l’ultimo successo della Pomì in casa su Modena ha aperto un crepaccio netto tra quarto e quinto posto, difficilmente rimontabile da parte di chi insegue.

Meglio comprendere quindi quanto sia importante cercare di prendersi il piazzamento migliore anche subito dietro il team veneto targato Imoco, che sta dimostrando, grazie anche all’assenza delle Coppe, di avere una marcia in più in questo ritorno. Tradotto, secondo posto, che la Pomì strappò nella regular season scorsa all’ultimo turno in casa della Liu Jo Modena e che quest’anno passerà probabilmente ancora da un confronto diretto, alla terzultima giornata, sempre in terra emiliana, ma un po’ più vicino a Cremona, ossia al PalaBanca di Piacenza.

Una piazza d’onore che, per inciso, Casalmaggiore s’è ripresa domenica scorsa e ora dovrà difendere, a cominciare da Bolzano, con un calendario favorevole rispetto alla stessa Nordmeccanica: scontro diretto a parte, infatti, la Pomì può fare il pieno contro le ultime (Bolzano, Firenze, Club Italia) e in casa contro Scandicci, temibile ma già battuta in Coppa Italia. Piacenza, dal canto suo, deve ancora sfidare Bergamo, Novara e Busto Arsizio. Calendario simile anche per la Igor Novara, che con i suoi saliscendi non sembra in grado di poter insidiare Casalmaggiore.

Ora, perché è tanto importante strappare un buon piazzamento? Banalmente perché il regolamento lo suggerisce, garantendo più partite in casa a chi meglio si piazza. Ma c’è un motivo per cui essenzialmente pesa più dello scorso anno giungere al secondo posto. Tralasciando l’incastro dei quarti di finale, dove la modifica è lieve e non decisiva, le semifinali quest’anno si giocano al meglio delle tre sfide. Dodici mesi fa erano cinque sfide in totale, e infatti la Pomì vinse 3-2 su Conegliano, come tutti ricordano, stavolta sbagliare una partita sarà più pesante e garantirà meno chance di rimonta. Ecco perché avere la possibilità di giocare in casa due gare su tre in semifinale può risultare un fattore davvero decisivo e solo il secondo posto (oltre ovviamente al primo) garantisce questo vantaggio.

L’altra differenza, rispetto allo scorso anno, sta nell’altalena di sfide: prima erano alternate, ossia casa fuori e casa fuori, fino ad esaurimento delle partite. Oggi invece chi gioca in casa gara-1 (chi è dietro in classifica) va poi in trasferta nelle successive gare: un modo per garantire  la possibilità alle squadre di fermarsi in loco, ammortizzando i viaggi. Vale per quarti e semifinali e vale, a parti invertite, pure per la finale. Cosa cambia? Psicologicamente questa condizione mette spalle al muro chi ospita la prima gara, che deve sfruttare subito il fattore campo sapendo altrimenti di dover compiere un’impresa duplice in trasferta.

Ecco perché la nuova formula, che a livello di regolamento non offre in realtà più vantaggi di quanto non accadesse già lo scorso anno alla meglio piazzata, va studiata bene. A proposito, i playoff partono tra il 12 e il 13 aprile – e ovviamente si gioca ogni tre giorni – subito dopo la final four di Champions League. Ad oggi il quarto di finale sarebbe Pomì-Bergamo, con prima sfida al PalaNorda. Ma fino a domenica scorsa sarebbe stato Pomì-Modena, dunque i cambi sono all’ordine del giorno. Meglio, quindi, concentrarsi sul secondo posto più che sulle avversarie. Quella piazza può essere più vitale dell’anno scorso per cullare sogni tricolore.

Giovanni Gardani 

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