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"Lavoriamo insieme
per il centro commerciale
diffuso"

Pochi, almeno sin ora, i commercianti che hanno aderito a 'La città dei bambini'. "Aderiamo al progetto perché Casalmaggiore è diventata ormai una città ad uso esclusivo delle macchine"
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Alcuni commercianti che sostengono il progetto

CASALMAGGIORE – Il clima è pesante, il coraggio a volte è poco. E non è solo questione di crisi. Quella c’è, è un qualcosa su cui bisogna fare i conti. Ma a volte è proprio un poco di coraggio che manca. Pochi, almeno sin ora, i commercianti che hanno aderito a ‘La città dei bambini’. Nessuna richiesta di contributo in denaro, se non un contributo di 20 euro per la realizzazione delle cartine, nessun impegno specifico ma solo quello di partecipare in qualunque modo ogni commerciante ritenga opportuno. L’idea di fondo è quella che si cominci davvero a parlare di Casalmaggiore come – Centro Commerciale a Cielo Aperto – e che ognuno ci metta qualcosa di suo. Qualunque cosa. “L’idea della tangenziale dei bambini e di tutto quello che si verrà a creare intorno – spiega Paola Bandini che insieme al marito e alla figlia gestisce la Fioreria Sartori di via Vaghi – ci è piaciuta. Aderiamo al progetto perché Casalmaggiore è diventata ormai una città ad uso esclusivo delle macchine. Basta entrare da via Porzio per rendersene conto. Parcheggi dappertutto, biciclette e pedoni che rischiano, serrande abbassate. Noi non siamo contro le auto, bisogna che le auto arrivino ma la mancanza di sicurezza in paese è piuttosto evidente”. Dove non c’è sicurezza pure il commercio ne risente… “Si – prosegue Paola – ed è anche per questo che bisogna pensare ad una diversa modalità, rilanciare il paese con un diverso modo di viverlo, a partire dalla viabilità. Inventiamoci qualcosa di nuovo, miglioriamo il decoro urbano di una città in cui il degrado è sotto gli occhi di tutti. Se ci pensiamo, sono proprio i bambini che muovono l’economia. Perché in una città più sicura, con una viabilità diversa e migliore, in cui è bello anche camminare in piena sicurezza le famiglie si muovono. Altrimenti abbiamo perso nei confronti dei Centri Commerciali. Certo, noi commercianti abbiamo tanti problemi ma iniziamo da qui”. Dai bambini, da una pedonalità diversa… “Noto parlando con altri commercianti – conclude Paola – che non c’è una grande sensibilità in materia. Ai commercianti in genere manca il coraggio. Ognuno è impegnato nel proprio ambito, nel proprio settore. Facciamo vedere ai bambini che un altro modo di vivere è possibile. Ripartiamo da qui”. Gianfranco Feudatari (Cartotecnica, via Guerrazzi) è un altro dei Commercianti che hanno aderito all’iniziativa: “Il motivo – scherza Feudatari – beh, lo leggi sulla vetrina. Sono un ambientalista da sempre. Dal 2005 faccio uno sconto del 10% a chi viene qui in bicicletta e rinuncia al sacchetto. Ma c’è molto di più. Per me è pure questione di vedere in maniera diversa il commercio. Vuoi un caffé?”. La domanda può sembrare messa lì, ma fa parte di un discorso generale che è utile fare. “Quando un cliente entra da quella porta – prosegue Feudatari – offro sempre un caffé ed un biscotto. Il commerciante non ha più la funzione di una volta. La funzione di quando non c’erano i centri commerciali e chi vendeva era solo un venditore. Oggi dobbiamo puntare su altro, cercare di avere un rapporto più ampio con il cliente. Non possiamo sfidare i centri commerciali sui prezzi dei prodotti, ma possiamo farlo creando iniziative, lavorando sulla sicurezza e sulla viabilità, impegnandoci anche noi nelle questioni che riguardano la città. Se si vuole parlare di Centro Commerciale Diffuso e vogliamo che questa idea viva bisogna che pensiamo ad idee comuni, che lavoriamo anche noi nella città. Dobbiamo avere più fantasia. Il commercio è cambiato. Inizialmente il commerciante non era specializzato, poi è venuto il tempo della specializzazione perché le attività erano tante ed ognuno doveva puntare sulla propria peculiarità. Ora che tante attività han chiuso, si sta tornando al tempo in cui le attività tornano ad essere quelle in cui ci puoi trovare più prodotti. Quante ferramenta restano a Casalmaggiore? Quanti negozi di calzature? Il problema fondamentale resta però quello dell’allargare la nostra visione. Se il nostro metro di riferimento resta quello del prezzo e del prodotto, abbiamo perso contro i centri commerciali. E non dobbiamo fare una guerra ai Centri Commerciali, dobbiamo lavorare affinché la gente sia incentivata a venire”. Anche sulla sicurezza e sulla viabilità. Feudatari è uno di quei commercianti che sta partecipando attivamente nelle misurazioni del metrominuto. Ogni sera una via. La partecipazione è anche questa. Come lui anche Gabriella Carinielli, contitolare della cartoleria edicola Portobello di via Favagrossa, ha aderito sin da subito. Lei che, in Svizzera, di progetti legati alla sicurezza ne ha visti tanti: “Io sono entusiasta – spiega Gabriella – e non capisco come si possa non esserlo. All’estero funziona così, ci si preoccupa maggiormente della sicurezza delle persone, i bambini sono abituati ai progetti sin dalle scuole. E’ importantissimo che si parta da loro. Casalmaggiore, dal punto di vista della viabilità, è una città insicura. Io sono spesso a piedi a passeggio col cane e vedo ogni giorno quante situazioni pericolose ci siano. Se noi adulti riusciamo in qualche modo a cavarcela, non è così per i bambini”. Gabriella ha registrato una certa freddezza sul progetto… “Non è solo questione dei Commercianti – prosegue – ma una questione più generale. Dovrebbero partecipare sempre, ancor di più in questi casi e per un progetto bello come questo. In Svizzera una proposta così avrebbe entusiasmato tutti. Io ci penso tutti i giorni a come si potrebbe fare per far comprendere che la partecipazione deve essere ampia sulle cose positive, ma a Casalmaggiore fai sempre fatica”. In questo l’auspicio che amministrazione e Pro Loco possano avere un ruolo più attivo. Casalmaggiore è città difficile da smuovere dopo tanti anni di semi immobilismo. Daniela Buzzi (Tabaccheria Buzzi in piazza Garibaldi) è ancor più diretta: “Far qualcosa a favore dei bambini, far qualcosa che riesca a muovere più persone è sempre positivo. Se si muovono i bambini, si muovono i genitori e dal punto di vista commerciale tutto ciò che contribuisce a creare movimento, tutto ciò che si prefigge di aumentare il verde in città e la possibilità che la gente arrivi é ben accetto”. Intanto nelle ultime ore altre due attività si aggiungono alla decina che hanno già aderito e che proporranno iniziative. La macelleria equina di Pagliarini (via Baldesio) proporrà uno street food fuori dal negozio con le proprie specialità ed una postazione esterna avrà pure Elena Monteverdi (Ateneo, via Baldesio). Numerose le adesioni di privati cittadini che, accogliendo l’invito degli organizzatori, abbelliranno l’esterno della propria abitazione con fiori e piante. Anche questa un’iniziativa per rendere più bella – e vivibile – la città.

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