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Dal 29 maggio l'anno del turismo
lombardo: quali mesi
per Cremona e Mantova?

I mesi dell’anno sono dodici e dodici sono anche le province in regione: dunque ogni mese spazio alle iniziative e alla promozione enogastronomica, turistica e culturale di ogni singola provincia. Il calendario è ancora da stabilire.
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CREMONA – La conviviale di “Terre di Lombardia” organizzata a Cremona, all’Hosteria 700, ha portato proprio nella nostra città un’anteprima svelata dal governatore lombardo Roberto Maroni. “Dal 29 maggio, ricorrenza della battaglia di Legnano con la vittoria della Lega Lombarda sul Barbarossa – ha annunciato Maroni – partirà l’anno del turismo lombardo. Dobbiamo valorizzare le nostre bellezze”. Il presidente di Regione Lombardia è partito da un semplice esempio, davvero lampante. “Pochi giorni fa ero a San Pellegrino Terme, davanti a me avevo due bottiglie di acqua: la prima, targata San Pellegrino, aveva la scritta della località di produzione (nel bergamasco, ndr) in piccolo; la seconda, Acqua Panna che fa sempre parte del gruppo San Pellegrino, riportava la scritta “Toscana” molto visibile, in grande. Anche questi semplici aspetti riguardano il marketing e la valorizzazione del territorio: noi dobbiamo recuperare il tempo perduto”.

Da qui l’idea dell’anno del turismo lombardo. Di cosa si tratta? I mesi dell’anno sono dodici e dodici sono anche le province in regione: dunque ogni mese spazio alle iniziative e alla promozione enogastronomica, turistica e culturale di ogni singola provincia. Il calendario è ancora da stabilire, ma in questo senso Maroni ha spinto le singole comunità (intese alla vecchia maniera e in attesa della rivoluzione dei Cantoni) a fare proposte che vadano a mettere in mostra l’intero territorio e non solo il capoluogo di provincia. Resta da capire in quale mese sarà inserita Cremona e quale serie di eventi verrà poi spedita sui tavoli del Pirellone per l’approvazione definitiva. “Non siamo inferiori a regioni bellissime come Toscana e Umbria – ha sottolineato con orgoglio Maroni – ma dobbiamo imparare a farci conoscere meglio. Abbiamo 10 siti Unesco dei 50 sparsi in tutta Italia, ma spesso non li abbiamo nemmeno visitati. Questa iniziativa intende essere un ulteriore passo per recuperare terreno”.

Giovanni Gardani 

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