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Punti nascita, Maroni
al ministro Lorenzin:
"Sono utili e non devono essere chiusi"

Il governatore lombardo scrive al Ministro attraverso Twitter, a difesa dei reparti maternità al di sotto delle 500 nascite all'anno: tra questi, vi è quello dell'ospedale Oglio Po.
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Maroni in visita all'Oglio Po

CASALMAGGIORE – “Cara Beatrice Lorenzin, i piccoli punti nascita della Lombardia sono utili e non devono essere chiusi”. Parole del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che affida ad un tweet il suo pensiero su una questione che ha ricadute anche nel comprensorio casalasco-viadanese.

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Il governatore ribadisce il proprio pensiero, contrario alla chiusura dei punti nascita lombardi, tra i quali vi è anche quello dell’ospedale Oglio Po, sotto la soglia minima dei 500 parti. Maroni si rivolge al al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Lo scorso 29 febbraio lo stesso governatore aveva indirizzato al ministero una richiesta di deroga per otto dei nove punti nascita lombardi a rischio chiusura: entro i confini lombardi, sinora, il ministero della Salute ha chiuso nove punti nascita ed altri nove sono ancora a rischio.

Tra questi, anche quello dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano. Gli altri sono: il punto nascite del nosocomio di Chiavenna, in provincia di Sondrio; il reparto maternità dell’ospedale Morelli di Sondrio; il Moriggia Pelascini di Gravedona, in provincia di Como; l’ospedale di Angera, provincia di Varese; quello di Vigevano e gli ospedali unificati di Broni e Stradella, in provincia di Pavia.

Se da una parte il ministro Lorenzin sembra non venire meno all’intento di chiudere i punti nascita al di sotto della soglia minima di 500 part all’anno, dall’altra Maroni prova a prendere tempo. La giunta lombarda, nel 2016, ha approvato solo la chiusura dei punti nascita “in aree urbane dove sono presenti altri punti nascita alternativi”, come a Vigevano. Per i restanti, scatta la richiesta in deroga al comitato percorso nascita nazionale.

S. Arr.

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