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Cremona con Mantova? Per
Regione inevitabile. Carra:
'Solo lasciando fuori Crema'

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Il matrimonio tra Cremona e Mantova è inevitabile. A dirlo è la stessa Regione Lombardia, come è emerso lunedì 18 aprile durante un tavolo istituzione sul tema delle aree vaste, svoltosi nella sede territoriale mantovana della Regione, alla presenza del sottosegretario alle riforme istituzionali Daniele Nava e l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava.

La novità, come risaputo, prevede la riduzione delle attuali dodici province lombarde ad otto cantoni, tra cui appunto Mantova e Cremona insieme. Nel suo intervento, Fava ha chiuso la porta ad eventuali modifiche di confini: “Il percorso è abbastanza segnato” ha evidenziato. “La dimensione minima per ogni area vasta sarà di 800mila abitanti per cui non ci sono alternative all’unione tra Mantova e Cremona”. Fava ha bocciato anche la volontà di Goito di andare con Brescia, definendola “strampalata”.

Dunque che Cremona sia, anche se restano da stabilire le modalità dell’unione. Una decisione che molto probabilmente comporterà un dibattito notevole: la città del Torrazzo rischia di restare infatti in secondo piano, con un predominio tutto mantovano. A questo proposito Nava ha sottolineato che “bisogna capire che cosa prevederà la legge ordinaria dello Stato sul nuovo assetto territoriale; quindi, è prematuro affrontare oggi, per esempio, il tema del futuro capoluogo”.

Tuttavia esiste già una road map: “La legge regionale che determinerà i confini arriverà subito dopo la riforma costituzionale e la legge statale di riordino: da qui ad un anno avremo il nuovo assetto” ha spiegato ancora Nava.

Tuttavia da parte di parte della politica mantovana, come Pd e M5S, vi sono diverse critiche. Marco Carra, consigliere regionale Pd, evidenzia come il cantone della Val Padana “non abbia senso. Anche perché Mantova è sulla direttrice est-ovest con Verona e Brescia e su quella nord-sud con Trento, Verona e Modena. Mantova confina con otto province e due regioni e quindi, per la sua specificità, dovrebbe rimanere da sola. E se ciò non fosse possibile l’unione va fatta con Cremona ma senza il Cremasco”. Per Andrea Fiasconaro di M5S, “ragionare di riordino amministrativo non significa parlare esclusivamente di confini ma soprattutto di quali competenze, risorse e funzioni vogliamo assegnare ai nuovi enti”.

lb

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